Oltre un milione di euro ciascuno per Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Seguono, a distanza, Grottammare e Cupra Marittima, mentre Monteprandone supera quota 187mila euro. È la fotografia dei proventi delle sanzioni per violazioni al Codice della strada nei 33 Comuni della provincia di Ascoli Piceno, sulla base dei rendiconti relativi al 2025 trasmessi al Ministero dell’Interno.

Multa per divieto di sosta in via Voltattorni, 12 ottobre 2023
Ogni anno le amministrazioni comunali sono tenute a comunicare al Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero gli introiti derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni al Codice della strada. I dati vengono successivamente pubblicati e fanno riferimento all’anno precedente.
Dai rendiconti disponibili emerge un totale di circa 3 milioni e 740mila euro, considerando i 22 Comuni per i quali è riportato un importo. Una cifra che vede in testa, come è ovvio, i due centri maggiori del Piceno, ma che riserva anche qualche sorpresa: accanto alle amministrazioni con incassi consistenti ci sono quelle che dichiarano poche centinaia di euro e sette Comuni che risultano a quota zero.
ASCOLI E SAN BENEDETTO IN TESTA – A guidare la graduatoria è Ascoli Piceno, con 1.211.825,33 euro, seguita da San Benedetto del Tronto, che registra 1.145.465,57 euro. Entrambe superano dunque il milione di euro. Per tutte e due le amministrazioni, inoltre, il rendiconto indica zero euro nella specifica voce relativa alle violazioni dei limiti massimi di velocità ai sensi dell’articolo 142, comma 12-bis.
Al terzo posto si colloca Grottammare, con 498.598,80 euro, mentre Cupra Marittima è quarta con 441.571,02 euro. Quinta posizione per Monteprandone, che dichiara 187.399,18 euro, anche in questo caso senza proventi indicati nella voce specifica relativa alle violazioni dei limiti di velocità.
Più staccate Offida, con 93.696,08 euro, e Colli del Tronto, con 91.340,83 euro. Sono le ultime due amministrazioni a superare la soglia dei 90mila euro.
LA GRADUATORIA
1. Ascoli Piceno: 1.211.825,33 euro
2. San Benedetto del Tronto: 1.145.465,57 euro
3. Grottammare: 498.598,80 euro
4. Cupra Marittima: 441.571,02 euro
5. Monteprandone: 187.399,18 euro
6. Offida: 93.696,08 euro
7. Colli del Tronto: 91.340,83 euro
8. Monsampolo del Tronto: 19.205,79 euro
9. Castel di Lama: 17.330,97 euro
10. Acquasanta Terme: 11.274,53 euro
11. Folignano: 10.450,56 euro
12. Spinetoli: 3.993,71 euro
13. Arquata del Tronto: 2.367,20 euro
14. Acquaviva Picena: 1.435,64 euro
15. Cossignano: 995,70 euro
16. Massignano: 865,70 euro
17. Montemonaco: 664,30 euro
18. Maltignano: 560,70 euro
19. Rotella: 400,68 euro
20. Comunanza: 271,11 euro
21. Venarotta: 149,10 euro
22. Castignano: 117,60 euro
Sette Comuni dichiarano proventi pari a zero. E sono: Appignano del Tronto, Castorano, Force, Montefiore dell’Aso, Montegallo, Palmiano e Roccafluvione.
Per altri quattro Comuni, invece, non è possibile inserire un importo nella graduatoria sulla base dei dati disponibili.
Si tratta di Carassai, Montalto delle Marche e Montedinove, i cui rendiconti risultano trasmessi attraverso l’Unione Montana dei Monti Azzurri. E Ripatransone non è riportata una cifra, sebbene dichiari di aver avuto incassi, né che sia stata trasmessa tramite altri enti.

LE MULTE PER ECCESSO DI VELOCITA’ – Un altro elemento interessante riguarda le sanzioni per il superamento dei limiti di velocità, indicate nella specifica voce prevista dall’articolo 142, comma 12-bis, del Codice della strada. Non tutti i Comuni riportano questa distinzione, ma tra quelli per i quali è disponibile il dettaglio emergono alcune cifre.
Ad Acquasanta Terme gli 11.274,53 euro dichiarati derivano interamente da violazioni dei limiti massimi di velocità. Ad Arquata del Tronto la stessa voce ammonta a 2.068,80 euro su un totale di 2.367,20. A Cossignano sono 209,90 euro su 995,70, mentre a Monsampolo del Tronto appena 33,90 euro su 19.205,79. Zero euro, invece, per questa specifica tipologia di infrazione nei rendiconti di Ascoli, San Benedetto e Monteprandone.
DOVE FINISCONO I SOLDI – Ma dove finiscono i proventi delle multe? In generale, le risorse vengono destinate, secondo le voci rendicontate, alla sicurezza stradale, alla manutenzione delle strade e della segnaletica, al funzionamento della Polizia locale e all’acquisto di attrezzature e mezzi. Con alcune differenze e curiosità che emergono soprattutto dai rendiconti dei centri maggiori.
Ad Ascoli Piceno, tra le destinazioni indicate figurano 151.478,17 euro per interventi di sostituzione, ammodernamento e manutenzione della segnaletica stradale. Un’ulteriore quota di 151.478,17 euro riguarda le spese per gli ausiliari del traffico, le attrezzature della Polizia municipale, i progetti di sicurezza stradale e la manutenzione degli apparati radio e dei collegamenti alle banche dati. Altri 302.956,33 euro sono destinati alla manutenzione delle strade, alla sistemazione del manto stradale, alle barriere di sicurezza, alla mobilità ciclistica, alla tutela degli utenti deboli e all’educazione stradale nelle scuole.
Anche San Benedetto del Tronto presenta un rendiconto articolato. La quota più consistente tra quelle indicate, pari a 199.999,92 euro, è destinata al servizio di segnaletica stradale. Per il funzionamento della Polizia municipale sono previsti 151.726,58 euro, tra vestiario, materiale informatico, mezzi, software, manutenzioni e altre spese operative. Altri 56.685 euro vanno al fondo di previdenza del personale e 71.733 euro al servizio di sicurezza stradale a tutela degli utenti vulnerabili, in particolare dei bambini. Sono inoltre previsti 43.925 euro per il potenziamento dei servizi di polizia stradale e 74.139,83 euro per le competenze relative alle assunzioni a tempo determinato.
Tra le voci più curiose del rendiconto sambenedettese spuntano anche 10mila euro per le spese relative alle violazioni del Codice della strada, dei regolamenti e ai verbali notificati all’estero. Ci sono poi mille euro per la rimozione dei veicoli abbandonati e tremila euro per la custodia dei veicoli sequestrati.
A Grottammare, infine, le risorse vengono distribuite tra diversi interventi sulla viabilità. Tra questi figurano la fornitura e la manutenzione della segnaletica, anche per la Ztl del Paese Alto, il servizio di reperibilità e monitoraggio stradale, il ripristino della viabilità e la manutenzione delle vie cittadine. Nel rendiconto compaiono anche le spese per il noleggio degli strumenti di rilevazione delle infrazioni semaforiche e per la gestione dei relativi accertamenti. Tra gli interventi specifici figura inoltre il ripristino della pavimentazione stradale di via Cilea, con una spesa indicata di 27.874,85 euro.
Una fotografia che restituisce un quadro piuttosto variegato: dai due capoluoghi di riferimento del Piceno, che superano entrambi il milione di euro, ai piccoli centri con poche centinaia di euro di proventi, fino ai sette Comuni che non registrano incassi. E che mostra anche come, almeno nei rendiconti più dettagliati, le multe rappresentino una risorsa destinata a finanziare diversi aspetti della gestione della sicurezza e della viabilità cittadina.














