di Franco De Marco

Ore 16 del 23 febbraio 2018, Bottega del Terzo Settore. Si vota per eleggere il nuovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Picene. Perché tra gli amministratori pubblici, nel mondo economico, tra le cooperative sociali e le associazioni di vario genere, professionisti e Terzo Settore in particolare c’è tanta attesa? Perché c’è da gestire un patrimonio di circa 280 milioni, perché la Fondazione, che finanzia tanti progetti nel Terzo Settore, è anche nella pratica un “datore di lavoro” per tante figure professionali e perché il nuovo presidente sarà il successore di Vincenzo Marini Marini il quale, in 17 anni di governance, ha dato un’identità fortissima alla Fondazione, ha saputo aumentarne il patrimonio, raddoppiandolo, con operazioni sempre molto  redditizie anche in tempo di crisi e, al contrario di tanti altri enti pubblici e privati, ha sempre tenuto la barra dritta per quanto riguarda rigore etico ed amministrativo. Chi raccoglierà questa pesante eredità? Il favorito netto tra i 3 candidati alla poltrona è Angelo Davide Galeati, 40 anni, laurea in Scienze Politiche, membro del Cda della Fondazione dal 2016, amministratore delegato dell’impresa lattiero-casearia di famiglia Sabelli e consigliere di amministrazione in aziende del gruppo. Una figura giovane, pulita, apparentemente attrezzato per il ruolo non fosse altro per la sua esperienza come manager. Sua moglie, Michela Fortuna, si è dimessa da assessore comunale molto probabilmente per non dar fiato a chi, nei corridoi, sussurrava da tempo di un presidente molto, troppo, “potente”  e magari con un possibile conflitto d’interesse (rapporti Fondazione-Arengo). Gli altri due candidati, con una firma di presentazione ognuno, sono Piersandra Dragoni, 58 anni, giornalista pubblicista, ex Difensore civico del Comune di Ascoli, e Giuseppe Maria Olivieri, 63 anni, geometra, amministratore di diverse imprese nel settore edile e immobiliare tra i fondatori della mensa dei poveri Zarepta.

Qualsiasi votazione, è noto, può riservare sorprese. A doversi esprimere sono i 16 componenti dell’Organo di indirizzo, pattuglia eterogenea, rappresentativa di vari settori sociali, compresi due sacerdoti. Attorno alla Fondazione si puntano tanti interessi. A volte anche molto difficili da decifrare. Marini Marini ha fatto della trasparenza un mantra. Ma le logiche che caratterizzano questo ente magari spesso sfuggono ai “normali” osservatori e appaiono oscure. Di sicuro la Fondazione è un primario centro di potere.

Il nuovo presidente ha un fardello pesante sulle spalle perché avrà tutti gli occhi su di lui. E gli sconfitti, secondo prassi consolidate, è molto probabile, magari già si preparano all’opposizione in vista di altri appuntamenti interni a breve scadenza.

C’è da augurarsi invece che la Fondazione, proprio dopo l’impronta data da Marini Marini, diventi sempre di più trasparente, che le decisioni siano il frutto di confronti aperti e costruttivi all’interno dell’ente e con gli stakeholders sì ma anche con la città tutta ma tutta. Solo così si può sperare che le preziose risorse della Fondazione, originate dai risparmi degli ascolani, siano pienamente al servizio dello sviluppo economico e sociale del territorio di competenza (Ascoli, San Benedetto, Amandola). No a “guerre” interne o tra enti. No a giochi di potere.

La sede della Fondazione all’ex Cinema Olimpia

Nessun occhiolino alle lobby. Avanti con l’esclusivo obiettivo  dell’interesse della comunità.  Con il Comune si apra una nuova e piena stagione di collaborazione-integrazione su scelte significative. E’ vero che la struttura tecnica della Fondazione, guidata dal segretario generale Fabrizio Zappasodi, è molto preparata ma a monte ci deve essere sempre l’indirizzo netto degli organi “politici”. Un presidente debole finirebbe inevitabilmente con l’essere fagocitato dalla struttura tecnica. Serve anche un presidente con l’”anima”, capace di intercettare oggi, e domani, i bisogni del territorio. Serve anche un presidente “veggente” per leggere il futuro.

Ecco chi sono i 16 componenti dell’Organo di indirizzo chiamati a votare per elettegere il nuovo presidente:  Longino Carducci (Offida, ingegnere, ex sindaco di Offida), Vincenzo Catani (San Benedetto, parroco di San Pio X a San Benedetto), Angelo Ciancotti (Ascoli, parroco della Cattedrale), Simona Flammini (Ascoli, laurea in Management e sviluppo economico, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale), Giorgio Giantomassi (Ascoli, architetto), Enrico Guido Lattanzi (medico, già responsabile del servizio di ecografia dell’ospedale Mazzoni),  Alessandra Marini (Amandola, laurea in Economia, amministratrice di una società consortile), Giuseppe Mastrogiovanni (Ascoli, già dirigente di Commissariati di Pubblica Sicurezza e Questore di Ascoli), Giuseppe Matricardi (Ascoli, ingegnere, imprenditore), Matteo Meletti (Ascoli, laurea in Economia, manager dell’azienda di famiglia), Anna Monini (Ascoli, architetto, ha curato anche il restauro del Caffè Meletti), Susi Santarelli (Ascoli, laurea in Economia, fa parte del Cda dell’impresa di famiglia), Rosanna Travaglia (Ascoli, ha lavorato nel campo delle assicurazioni), Arnaldo Treggiari (Amandola, perito tecnico industriale, impiegato nella Pubblica Amministrazione), Benedetta Trevisani (San Benedetto, già insegnante, presidente emerito del Circolo dei Sambenedettesi) e Raniero Viviani (San Benedetto, dottore commercialista, docente) .

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