Per dovere di cronaca, ci sembra giusto riportare nelle giuste dimensioni l’episodio che ha visto involontari protagonisti due ventenni dell’Ascoli Picchio: il terzo portiere Venditti e il centrocampista Parlati.

Venditti (foto ascolipicchio.com)
Si è parlato di agguato, di aggressione premeditata, di violenza. La ricostruzione sarebbe un po’ diversa, fermo restando che si tratta di un episodio grave e da condannare senza mezzi termini. Vincenzo Venditti (a Venezia in panchina come secondo portiere) e Samuele Parlati (in tribuna) abitano insieme e stavano tornando a casa in centro, quando sono stati riconosciuti da alcuni giovani tifosi, anche loro reduci dalla trasferta di Venezia, e quindi assai delusi. Questi ultimi si sono avvicinati ai due calciatori e li hanno insultati e minacciati dopo essersi coperti il viso con le sciarpe bianconere.

Parlati (a destra) contro il Foggia insieme a Carpani e Bianchi (Foto Perozzi)
Sono volati insulti e minacce, qualche spintone e uno schiaffo. Poi se ne sono andati invitando i due ragazzi a riferire ai compagni di squadra che la tolleranza è ormai finita, e presto ne pagheranno le conseguenze.
Del resto tutti sanno (anche gli stessi aggressori) che non sono certo Venditti e Parlati i responsabili dell’ultimo posto in classifica. I due ragazzi oggi si sono regolarmente allenati con la squadra al “Picchio Village”. Che ad Ascoli ci sia un clima di tensione intorno alla squadra è fin troppo evidente – causa il rischio sempre più grande di retrocedere in Lega Pro – ma è altrettanto certo che l’episodio accaduto sabato sera a Venditti e Parlati, pur grave e certamente da censurare, è stato eccessivamente ingrandito finendo sui giornali e le Tv nazionali con toni da guerriglia urbana che… non ci sono stati.
Bru.Fer.














