di Renato Pierantozzi
Si è svolto oggi ad Ancona l’atteso incontro tra i tecnici e il presidente della Ciip, Pino Alati, con i vertici della Regione Marche (il presidente Luca Ceriscioli e la vice presidente Anna Casini) per discutere della richiesta dell’azienda che gestisce tutto il ciclo delle acque (dalla sorgente alla depurazione in 59 Comuni piceni e fermani) di dichiarare lo stato di “crisi idrica” a seguito dei danni provocati dal sisma alle sorgenti che si trovano proprio nel cuore del cratere.

Pino Alati
In particolare l’azienda sta monitorando la situazione delle sorgenti che manifestano una diminuzione delle portate, ma allo stato attuale non è possibile prevedere l’effettiva ricarica delle stesse.
In caso di emergenza saranno attivati gli impianti di soccorso presenti e in corso di realizzazione come quello per la città di Ascoli che dovrebbe entrare in funzione a partire dal mese di settembre sfruttando nuove captazioni individuate nella zona di Castel Trosino in grado di pompare 70/80 litri al secondo.

Anna Casini
Da parte sua la Ciip ha disposto una puntuale regolazione idrica dei serbatoi per gestire al meglio la risorsa idrica disponibile ricercando anche le perdite lungo la rete. Resta il fatto che il sisma ha modificato le” idrostrutture” di riferimento delle sorgenti principali causando la momentanea scomparsa di alcune minori. Per questi motivi è già scattata la “caccia” a nuove possibili sorgenti.














