I costi per i clienti della banca aumentano? Colpa dei dipendenti. Questo in sintesi ha comunicato Ubi banca (gruppo che ha assorbito la Nuova Banca Marche) ai suoi clienti. A sottolinearlo sono i sindacati Cisl, Cgil e Uil. «In questi giorni vengono recapitate ai clienti di Ubi Banca comunicazioni che danno conto dell’aumento dei costi dei servizi resi (per carte di credito, conti correnti), e ne attribuiscono la quota più rilevante alla “Variazione legata all’incremento del costo del personale” per effetto degli accordi collettivi di lavoro applicabili al settore – scrivono i sindacati –. Riteniamo che tale impostazione rappresenti un gravissimo attacco nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’attività di contrattazione svolta dal sindacato». Le tre sigle sindacali First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil, aggiungono che dalle comunicazioni della banca «trapela» che la prestazione dei servizi resi alla clientela richiede l’apporto del fattore umano” come se le lavoratrici e i lavoratori fossero un fattore della produzione di cui si farebbe volentieri a meno». Una seconda considerazione «riguarda le cifre contenute nelle lettere ai clienti che appaiono chiaramente e volutamente fuorvianti: il messaggio – menzognero – che passa è quello di un aumento esponenziale dei livelli retributivi, cosa che non è avvenuta né per effetto del contratto nazionale, né a seguito degli accordi collettivi sottoscritti con senso di responsabilità da parte di tutte le organizzazioni sindacali del Gruppo Ubi negli ultimi anni. Tali intese hanno avuto l’obiettivo principale del contenimento o addirittura della riduzione del costo del lavoro, conseguita anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali di settore». I sindacati ritengono «il comportamento adottato lesivo della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori nonché un gravissimo attacco nei confronti di tutto il sindacato» e si riservano «di attivare gli strumenti utili a tutelare le lavoratrici e i lavoratori».















