
Palazzo Arengo (foto Vagnoni)
di Maria Nerina Galiè
Porta la data dell’8 maggio (oggi) l’ordine di pagamento dei Cas di marzo da parte del Comune di Ascoli Piceno, alle 775 famiglie terremotate. E il decreto regionale che liquida formalmente 576.938,72 euro è il numero 716 del 23 aprile. L’ente ascolano sta recuperando sulla tabella di marcia e pian piano punta ad allinearsi con i tempi della maggior parte dei Comuni del cratere. Ma si può ancora migliorare e dall’ufficio competente garantiscono di impegnarsi a farlo a beneficio dei cittadini già abbastanza provati.
Già si sapeva che marzo non sarebbe arrivato puntualissimo perché non erano stati presentati gli elenchi alla Regione in tempo utile per il decreto 639 del 10 aprile. L’ammissione del ritardo e la spiegazione erano ben stati enunciati dall’assessore Donatella Ferretti e da Paolo Ciccarelli, dirigente comunale al welfare: tante pratiche e la caccia ai “furbetti”.
A metà aprile lo stesso Ciccarelli aveva assicurato: «Marzo sarà oggetto del rendiconto che faremo al massimo tra dieci giorni, poi non ci saranno più ritardi». Ed infatti gli elenchi di marzo sono stati inviati entro il 22, in tempo stavolta per il decreto 716 del 23 aprile.
Da Ancona poi riferiscono che i mandati di pagamento ai Comuni vengono evasi al massimo entro due giorni dal decreto. Non fa una piega: considerando la festa del 25 aprile, il giorno 27 l’Unicredit, tesoreria del municipio ascolano, ne aveva la disponibilità. Togliendo sabato 28 e domenica 29 aprile, volendo anche lunedì 30, poi il primo maggio, il 2 di questo mese l’ufficio ragioneria avrebbe potuto contabilizzare i quasi 600 mila euro e darne comunicazione all’ufficio affari sociali affinché questo potesse pagare gli ascolani.
Invece l’operazione è stata fatta venerdì 4 maggio e comunicata al welfare l’ 8 maggio, giorno in cui sono stati emessi gli ordini di bonifico a favore delle singole famiglie. Da qui, prima che i cittadini siano messi nell’effettiva disponibilità della somma, decorreranno i tempi “tecnici” delle banche. Ecco come sono stati scanditi i tempi per i pagamenti dei primi due mesi dell’anno: per gennaio il Comune ha emesso gli ordini di pagamento il 6 aprile, i bonifici sono arrivati il 17 aprile; due o tre giorni dopo sono stati ordinati i pagamenti di febbraio, arrivati ai cittadini il 19 aprile. «Un caso, dovuto a problemi tecnici», aveva però precisato Ciccarelli.
Sembra ci sia ancora margine per accorciare i tempi di attesa degli sfollati, con un piccolo sforzo sia da parte delle banche che degli uffici comunali.
C’è da dire però che Ascoli è il quarto comune del cratere in ordine di entità di Cas gestiti. Come recitano gli elenchi relativi a marzo 2018, i Comuni più “assistiti” sono Camerino, con 1.103.261,31 euro per 1860 famiglie (3088 persone su meno di settemila abitanti), e Tolentino, 1.019.480,64 euro per 1396 famiglie (3191 persone di 20 mila residenti). Segue San Severino Marche che ha pagato 661.890,32 euro a 887 famiglie (2029 persone su 12.500 abitanti). Poi c’è Ascoli, dove in questi giorni saranno erogati 576.938,72 euro a 775 famiglie (1857 persone su quasi 49 mila cittadini). Rilevante il numero delle famiglie che usufruiscono del contributo ad Acquasanta Terme rispetto ai 2.800 residenti totali: 369 famiglie (772 persone) per un importo pari a 266.754,8 euro. Dopo Macerata, che ha elargito per marzo 223.441,93 euro a 325 famiglie (686 persone su poco meno di 42 mila abitanti), tutti gli altri comuni amministrano Cas di gran lunga inferiori.
(1-continua)
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