Trasparenza, l’attacco
di Emidio Nardini:
«Quattro condannati
nelle liste di Lega e affini»

ASCOLI - Il candidato sindaco di "Ascolto e Partecipazione" entra a gamba tesa sullo schieramento di centrodestra che fa capo a Marco Fioravanti: «Tutte le anomalie stanno nel raggruppamento politico del quale è venuto a tessere le lodi Salvini, pensando più a farsi i selfie che a presentare liste pulite»
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Anomalie nei casellari giudiziali delle liste, l’attacco di Emidio Nardini. Il candidato sindaco di “Ascolto e Partecipazione” denuncia la mancata trasparenza, prendendo di mira soprattutto lo schieramento che fa capo a Marco Fioravanti (Lega, Fratelli d’Italia).

Emidio  Nardini (foto Vagnoni)

«Noi di “Ascolto e Partecipazione” – spiega Nardini – abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito, il 27 aprile scorso, i curriculum ed i casellari giudiziali dei suoi candidati. Tale adempimento è reso obbligatorio dalla legge 3 del 2019 in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici che entro il 13 maggio dovevano pubblicare sui loro siti i curriculum ed i certificati penali dei candidati rilasciati dal casellario giudiziale».
«Ad oggi invece ci sono liste che non hanno ancora completamente ottemperato al disposto normativo omettendo la pubblicazione del casellario giudiziale, del curriculum o di entrambi i documenti di qualche candidato. In virtù di questa legge si è potuto constatare che in taluni raggruppamenti politici c’è chi in passato (come riportato nella certificazione rilasciata dal tribunale) ha riportato condanne» prosegue il candidato di centrosinistra.

Salvini e Fioravanti

«Consultando i siti si può constatare la presenza di quattro condannati: due sono della Lega, uno è di “Noi Siamo Ascoli” ed uno di “Insieme a Fioravanti per Ascoli” e tutti fanno parte della coalizione che ha come candidato sindaco Marco Fioravanti. Un’altra anomalia, presente nel partito di Fratelli d’Italia, sta nel fatto che una candidata ha allegato il certificato penale dei carichi pendenti e non quello del casellario giudiziale (come vuole la norma). La causa della confusione dei due certificati è sicuramente dovuta ad un errore, ma il certificato pubblicato attesta che non ci sono carichi penali in corso senza riferimenti a quelli passati. Finché l’errore non verrà sanato qualche maligno potrebbe avere cattivi pensieri e si sa che a pensar male si fa peccato, ma…», ribadisce Nardini prima della conclusione.

«La legge in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici, varata da Lega e Movimento 5 Stelle, porta alla luce che, ad Ascoli Piceno, su quattro condannati due sono del partito di Matteo Salvini e gli altri due di liste civiche della stessa coalizione della Lega. In conclusione, tutte le anomalie stanno nel raggruppamento politico che ha come candidato sindaco Fioravanti del quale è venuto a tessere le lodi una settimana fa lo stesso Salvini pensando più a farsi i selfie che a presentare liste senza condannati».

 


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