Edilart, Opram e i nuovi strumenti di apprendimento per un mondo del lavoro che cambia

LA RIFLESSIONE proposta in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, durante un incontro molto partecipato per associare formazione e sicurezza
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Bartolucci, Grilli, Palumbo, Felicioni

Abbattere i rischi e prevenire gli incidenti sul lavoro attraverso un percorso partecipativo di responsabilità condivisa che utilizzi al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie per la formazione. Ecco la sfida che datori di lavoro e lavoratori insieme alle istituzioni hanno lanciato nel corso dell’evento organizzato Opram ed Edilart in occasione della Giornata Mondiale della Salute e Sicurezza sul Lavoro nell’evento dal titolo “Nuove modalità di apprendimento tramite l’uso di tecnologie digitali”.

 

Il tema delle nuove modalità di apprendimento tramite l’uso di tecnologie digitali sta trasformando profondamente la trasmissione e l’acquisizione di competenze. Le potenzialità preventive dell’intelligenza artificiale potrebbero trasformare i sistemi immersivi da semplice innovazione a vero e proprio obbligo datoriale per l’eliminazione dei rischi noti. L’evento organizzato presso l’Ateneo di Macerata ha visto la partecipazione di Inail, Regione Marche, Olympus Uniurb, la collaborazione del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Macerata, la partecipazione dei delegati di Ast Macerata, Usr, Cedam, Ebam e Guardia di Finanza. Per la Regione Marche è intervenuto Silvano Bertini, dirigente della direzione Attività Produttive, Imprese e Cultura delegata dall’assessore Bugaro.

 

All’evento ha partecipato il prefetto di Macerata Giovanni Signer che ha ricordato l’attualità del tema: «Il problema della salute del lavoratore è anche una questione di dignità in un’epoca in cui i giovani non vogliono fare le maestranze per tanti motivi. I controlli non riguardano solo la garanzia della sicurezza del lavoro ma quella per espellere dal mondo dell’imprenditoria le aziende che operano senza rispettare le normative e talvolta contigue alla criminalità».

 

Il direttore Inail Piero Iacono

Dopo i saluti istituzionali, gli interventi introduttivi di Massimiliano Felicioni, coordinatore regionale Opram e Filomena Palumbo, vicepresidente di Edilart, hanno anticipato alcuni dei temi della discussione. «La formazione – ha detto Felicioni – è da intendersi come metodo per trasformare il sapere in competenze ed è importante per le imprese per continuare a crescere garantendo la salute e la sicurezza dei lavoratori. La formazione è un processo continuo e con l’avvio il prossimo maggio degli effetti dell’accordo Stato-Regione si darà grande centralità alla lingua dei lavoratori per una formazione efficace».

 

Per Filomena Palumbo, vicepresidente Edilart Marche «in questo contesto assume un ruolo determinante e strategico Edilart, anche alla luce del nuovo Accordo Stato-Regioni, perché rappresentiamo uno strumento concreto di supporto alle imprese e ai lavoratori non solo sul piano della formazione, ma anche su quello dell’assistenza, della consulenza e della diffusione della cultura della sicurezza. Se viene percepita come protezione allora entrano in gioco le nuove modalità di apprendimento e le tecnologie digitali, perché dobbiamo passare da una formazione che fa ottenere un attestato a una formazione che cambia il comportamento delle persone».

 

Il prefetto di Macerata

Il mondo dell’edilizia, tradizionalmente legato a competenze pratiche e trasmesse sul campo, sta vivendo una profonda trasformazione. Le tecnologie digitali stanno cambiando non solo il modo di progettare e costruire, ma anche quello di formare tecnici, operai e professionisti grazie a maggiore flessibilità, accesso agli strumenti, personalizzazione dell’apprendimento e coinvolgimento attivo. Il direttore di Inail Marche Piero Iacono ha ricordato il Protocollo “Marche Sicure” con Regione e Anmil e la disponibilità a collaborare anche con le prefetture «così da andare nella direzione di accentuare le modalità prevedendo nuove opportunità per la formazione utilizzando gli strumenti che ci mette a disposizione l’IA».

 

Tuttavia, questa trasformazione porta con sé alcune sfide: la necessità di nuove competenze digitali, i costi di implementazione e il rischio di escludere chi non ha accesso adeguato alle tecnologie. Paolo Pascucci presidente di Olympus di Uniurb ha approfondito i profili del nuovo accordo Stato-Regioni per una comunicazione più efficace. «I principi cardine di questo nuovo impianto normativo possono essere sintetizzati nella necessità di maggiore uniformità dei percorsi formativi, definizione più chiara dei contenuti minimi, rafforzamento della verifica dell’apprendimento e attenzione alla tracciabilità e qualità della formazione. L’obiettivo è garantire che la formazione non sia un mero adempimento formale, ma un processo reale di acquisizione di competenze».

 

La platea dell’evento

Un altro principio centrale riguarda l’efficacia della formazione, intesa come capacità di incidere concretamente sui comportamenti lavorativi e sulla riduzione degli infortuni, superando approcci puramente teorici. L’integrazione delle tecnologie digitali nella formazione edilizia rappresenta un’opportunità straordinaria per migliorare qualità, sicurezza ed efficienza. Il futuro del settore dipenderà dalla capacità di unire tradizione e innovazione, valorizzando sia l’esperienza pratica sia le nuove competenze digitali.

 

Marco Rotili, di AmsWeb, esperto in AI, per comprendere concretamente il valore delle tecnologie digitali nella formazione, ha presentato un caso pratico di buona prassi applicato al settore edile, con particolare attenzione ai lavoratori stranieri. «La presenza di lavoratori provenienti da diversi Paesi rappresenta una ricchezza, ma anche una sfida, soprattutto sul piano della comunicazione e della sicurezza. La difficoltà di comprendere correttamente le istruzioni può aumentare il rischio di infortuni. La piattaforma formativa multilingue utilizza l’IA per tradurre automaticamente i contenuti in diverse lingue; adattare il livello di complessità in base alle competenze del lavoratore; proporre video e simulazioni personalizzate sui rischi specifici del cantiere».

 

Un elemento chiave è l’uso di assistenti virtuali (chatbot), che permettono ai lavoratori di porre domande nella propria lingua e ricevere risposte immediate, migliorando la comprensione delle procedure di sicurezza. Per Riccardo Russo, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Macerata «non basta erogare la formazione, è necessario che venga realmente compresa e interiorizzata dai lavoratori ed uno dei principali problemi riscontrati riguarda la distanza tra contenuti formativi e realtà operativa. Spesso i corsi risultano troppo teorici o standardizzati, mentre i lavoratori, soprattutto in settori come l’edilizia, necessitano di esempi concreti, legati alle attività quotidiane di cantiere. Occorre una formazione chiara e accessibile, anche per lavoratori con diversi livelli di istruzione o provenienza linguistica, adattata ai rischi specifici dell’azienda; interattiva, capace di coinvolgere attivamente i partecipanti e non limitata a un adempimento formale».

 

Le prime file

Le conclusioni sono state affidate a Leonardo Bartolucci, coordinatore Regionale Opram ed Elisabetta Grilli, presidente Edilart Marche. Per Grilli «l’impegno di Edilart è costante per creare cultura del lavoro diffusa e per fare formazione. La composizione della manodopera in edilizia è molto cambiata e pertanto stiamo adottando una profonda revisione nella modalità di trasmissione che oggi, grazie all’Intelligenza Artificiale, è certamente rispetto al passato più interattiva, coinvolgente e accessibile per vincere la sfida».

 

Per Leonardo Bartolucci: «Opram insieme ai suoi Rlst è impegnata a favorire un’adeguata attività di prevenzione per garantire le migliori condizioni di sicurezza nel lavoro. Tra queste azioni la formazione dei lavoratori è particolarmente rilevante; ecco perché non può essere vissuta solo come un obbligo da adempiere ma è importante che diventi una attività capace di incidere sui comportamenti sicuri delle persone. Insieme ad altri strumenti anche l’intelligenza artificiale può aiutare la formazione ad essere efficace soprattutto nella comprensione per i lavoratori stranieri».


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