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Casini (Regione): «C’è un’intesa con Rfi
per eliminare 71 passaggi a livello»

FERROVIA - L'impegno è di eliminarli in un decennio. Innanzitutto si partirà con una mappatura degli impianti esistenti, la definizione della priorità delle dismissioni, la stima dei costi necessari. Sulla tratta Ascoli-Porto d'Ascoli ne sono stati individuati sedici

È il sogno di ogni automobilista che si trova incolonnato in attesa del passaggio del treno. È il desiderio di ogni amministrazione locale che deve gestire rallentamenti, inquinamento da gas di scarico automobilistico e congestione del traffico. Entrambe le esigenze diventano un impegno che la Regione Marche e Rete ferroviaria italiana condividono per eliminare, in un decennio, tutti i 71 passaggi a livello ancora attivi lungo le tre linee ferroviarie marchigiane: 13 sulla Orte-Falconara, 42 sulla Civitanova-Albacina e 16 sulla Ascoli-Porto d’Ascoli.

La Giunta regionale ha approvato il protocollo d’intesa che firmerà con Rfi per una mappatura degli impianti esistenti, la definizione della priorità delle dismissioni, la stima dei costi necessari. «La Regione e Rfi hanno interesse comune a completare l’eliminazione delle interferenze su tutte le linee: un obiettivo ricompreso nel contratto di programma dell’azienda con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti che la Regione ha già segnalato al come intervento ferroviario prioritario anche nelle Marche», ha commentato la vicepresidente Anna Casini, assessore alla Infrastrutture.

Anna Casini (Foto Vagnoni)

Rfi ha già provveduto, negli anni, a eliminare i passaggi a livello, sia autonomamente sull’Adriatica, che con il coinvolgimento finanziario delle Regione nelle altre linee, come previsto nell’Accordo di programma quadro sottoscritto dalle parti. «Ora l’intervento verrà portato avanti in maniera strutturale e programmata, con la condivisione dei territori – continua Casini – A livello locale abbiamo già attivato un tavolo tecnico con la direzione Rfi di Ancona per redigere un piano pluriennale che verrà messo a regime con il protocollo che andremo a firmare e che vedrà, poi, l’interessamento diretto degli enti locali competenti attraverso successive convenzioni, quando si passerà alla fase operativa».


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