Augusto Curti, sindaco di Force

Tra le 188 persone positive al Sars-CoV-2 ben 8 sono cittadini di Force, 1.234 abitanti. Come non chiedersi cosa è accaduto nel piccolo Comune dell’entroterra Piceno. Nulla di strano se non la conferma di quanto possa essere subdolo questo virus che colpisce in modi e momenti imprevedibili. I contagiati appartengono ad un stesso nucleo familiare i cui componenti hanno in comune la circostanza di essersi recati insieme a far visita ad un parente ricoverato d’urgenza in un ospedale di fuori regione. In realtà hanno provato a farlo, in quanto sono stati tutti bloccati fuori dalla struttura ospedaliera, come da severo regolamento valido in tutta Italia.

Qualche giorno dopo il ritorno a casa qualcuno di loro ha iniziato ad accusare sintomi, confermati poi con il tampone. Tutti e 8, di età diverse, erano contagiate. Al momento uno di loro si trova ricoverato all’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto in terapia intensiva. Gli altri stanno a casa e quasi tutti sono buone condizioni tanto che ad alcuni proprio oggi, 4 aprile, è stato fatto il primo test di controllo, se sarà negativo ce ne sarà un altro e, se sarà pure negativo, saranno considerati guariti.

«Non conta se in paese ci sono uno o 20 casi, o nessuno. Il severo rispetto delle regole deve valere sempre», è stato il commento del sindaco di Force Augusto Curti. «Gli 8 casi – ha aggiunto – non hanno destato particolare paura in paese. Il nucleo è circoscritto. In proposito voglio ringraziare i volontari della Croce Rossa dei Sibillini che stanno facendo un lavoro encomiabile per portare a queste persone quello di cui hanno bisogno».

Curti è anche il coordinatore dell’Anci Marche dei piccoli Comuni e come tale è coinvolto nella ricostruzione post sisma. «L’emergenza sanitaria ha prevalso per forza di cose quella del terremoto – ha precisato – ma non per questo si rimane in una fase di stallo. Oggi stesso il commissario straordinario Giovanni Legnini ha riunito la cabina di regia e sta continuando ad emettere ordinanze volte a snellire le procedure della ricostruzione. I cantieri sono fermi è vero, ma non lo sono le menti che devono fare in modo di accelerare le pratiche, non appena si potrà ripartire».

 

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