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L’Area Vasta 5 dopo il Covid,
Milani «Abbiamo imparato
che non si può lesinare sulla Sanità»

ASCOLI - Il direttore generale ha riepilogato alcune fasi che hanno stravolto ospedali e servizi. Dall'allestimento della palazzina di Malattie infettive alla chiusura dell'ufficio Anagrafe. Guarda al futuro con l'approccio multidisciplinare ed in posizioni strategiche. Ecco cosa offrono adesso le Unità operative chirurgiche del "Mazzoni"
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L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli

di Maria Nerina Galiè

«Il Covid ci ha insegnato che non bisogna lesinare sulla Sanità», ha detto Cesare Milani, direttore di Area Vasta 5 nell’annunciare che la Radiologia interventistica è ora operativa tutto il giorno, in orario diurno, sabato e domenica compresi.

L’occasione è stata anche utile per fare il punto sulla situazione dopo la pandemia, con l’ospedale di San Benedetto trasformato in 3 giorni in Covid hospital, alla luce della delibera regionale 320, e l’inevitabile stravolgimento anche del “Mazzoni” di Ascoli.

Cesare Milani, direttore di Area Vasta 5

«All’inizio – ha affermato Milani – quando ancora il virus non aveva toccato il Piceno, mentre il resto delle Marche era già stato interessato, ci siamo subito prodigati a cercare strutture dove ospitare eventuali contagiati. Abbiamo individuato l’ex “Luciani”, se l’epidemia fosse diventata importante, e la palazzina di Malattie infettive del “Mazzoni” con 20 posti letto. E’ stata attrezzata ed adeguata nel giro di poche settimane. Poi la Regione ha stabilito diversamente. Ma intanto abbiamo un reparto pronto, nella malaugurata ipotesi che dovesse esserci una recrudescenza del Coronavirus, o altro».

Ora che la fase critica è passata e gli ospedali del Piceno sono tornati alla normalità, si può guardare al futuro della Sanità locale ma con una mentalità nuova secondo Cesare Milani.

«La migliore risposta che possiamo dare è quella di mettere il paziente al centro e costruirgli intorno i servizi di cui ha bisogno. Il punto di partenza è una medicina multidisciplinare, con professionisti che lavorano insieme e possibilmente nella stessa struttura laddove è utile».

Il discorso, parlando di Medicina vascolare e Radiologia interventistica, scivola nella Chirurgia vascolare (posto vacante, si sta per indire un concorso).

«La Chirurgia vascolare dovrebbe lavorare prevalentemente ad Ascoli, dove ci sono la Medicina vascolare e la Radiologia interventistica. Mentre la Chirurgia generale potrebbe concentrarsi a San Benedetto. Sia chiaro, che entrambi gli ospedali devono avere tutte e due le specialità con i professionisti disposti a spostarsi in caso di bisogno».

E’ la dottoressa Diana Sansoni, direttore degli ospedali dell’Area Vasta 5, a riepilogare come sono organizzate ora le Unità operative chirurgiche del “Mazzoni”.

area vasta 5

Diana Sansoni, direttore dei presidi ospedalieri dell’Area Vasta 5

«Ci sono solitamente 70 posti letto ordinari e l’ala Day surgery dove si fanno anche interventi ambulatoriali complessi, come la cataratta. In estate le attività si contraggono. Le attuali 4 ali diventano 3 con 50 posti letto ordinari. I Day surgery e gli ambulatoriali complessi in parte si fermano nel mese di agosto.
Le specialità chirurgiche attive sono Chirurgia Generale, Ortopedia e Traumatologia, Otorino, Oculistica, Urologia, Odontoiatria.

Si svolgono inoltre interventi di Chirurgia vascolare e di Ostetricia e Ginecologia. Quest’ultima ha posti letto in Ostetricia ordinaria».

Ad Ascoli c’è l’Emodinamica, reparto d’eccellenza per la cura dell’infarto acuto del miocardio. A San Benedetto il percorso Ictus celebrale.

«L’ideale sarebbe che stessero insieme».

L’Area Vasta 5, prima della pandemia ma anche durante grazie alle numerose donazioni ricevute, ora ha diversi nuovi macchinari all’avanguardia. Basti ricordare la Tac donata al “Pronto Soccorso” di Ascoli dalla Fondazione Carisap.

Il direttore di Radiologia dell’Area Vasta 5 Carlo Marinucci

«Anche la medicina nucleare – ha commentato Carlo Marinucci, direttore di Radiologia – si sta dotando di nuove apparecchiature. E’ stata espletata la gara per un nuovo acceleratore, in sostituzione di uno dei due che dobbiamo avere per legge. Ma il secondo aggiudicatario ha fatto ricorso. Si allungheranno i tempi fino al 2021.

Entro l’autunno invece sarà pronto il nuovo Tac simulatore con 2 gamma camera».

Finita la fase critica della pandemia, nell’Area Vasta 5 restano da recuperare visite ed esami non fatti. 

Poi c’è il cambio del medico di famiglia che da febbraio ad oggi ha riguardato quasi 8.000 persone in tutta la provincia.

«Siamo vicini ad accontentare tutti – ha precisato Milani – anche con l’ufficio Anagrafe chiuso. Ci sono tre linee telefoniche e la possibilità di mandare la mail. Ci sono state anche qui criticità. Ma abbiamo fatto il possibile. Non ritengo urgente riaprire l’Anagrafe per ora. Si va verso la telemedicina, proprio per evitare inutili spostamenti e non possiamo cambiare il medico al telefono?»

 

 

 

 

 


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