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Covid, Il Piceno ha superato i 100 positivi
Fortunato: «La carica virale
è molto alta»

EMERGENZA - Il direttore del laboratorio di Biologia molecolare del "Mazzoni" di Ascoli ha processato 650 tamponi: «Come durante il lockdown, quando però non dovevamo portare avanti anche l'attività diagnostica che era sospesa». Angelini, direttore del Sisp: «In serata abbiamo registrato 12 nuovi casi, ma in questa situazione i numeri cambiano di ora in ora»
tamponi Covid

L’equipe del laboratorio di Biologia Molecolare del “Mazzoni” di Ascoli

di Maria Nerina Galiè

Il laboratorio di Biologia molecolare dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli – diretto dal dottor Antonio Fortunato – oggi, 10 settembre, ha processato in totale (tra nuove diagnosi e percorso guarigioni) 650 tamponi. Su 550 in 14 erano positivi, ma ne mancavano ancora 100.

Alla stessa ora, intorno alle 20, il servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5, rilevava 12 nuovi casi di persone positive al Coronavirus nel Piceno, di cui 3 provenienti dai laboratori periferici.

I nuovi contagi rientrano nei contatti stretti dei conclamati nei giorni scorsi, come a Lisciano, frazione di Ascoli, dove i positivi sono ora 15 (ieri 12).

«Il Piceno ora ha superato i 100 positivi», conta il dottor Claudio Angelini, direttore del Sisp, precisando che

«i numeri, in questa situazione, si modificano di ora in ora».

Ad ogni buon conto, dai dati, emerge che i positivi oggi, sono molti di meno di ieri, 9 settembre.

Non solo in senso assoluto, ma anche rispetto al numero dei tamponi processati. 

Ieri sono stati confermati 28 nuovi casi (leggi qui), di cui 16 nel laboratorio del dottor Fortunato su 400 tamponi, gli altri dai laboratori esterni.

Numeri però alti, che sia Fortunato che Claudio Angelini, direttore del Sisp, non ricordano impennarsi così – nell’arco di sole 24 ore – nemmeno nella fase clou dell’emergenza .

E inoltre, «la carica virale della seconda ondata – afferma il dottor Antonio Fortunatoè molto alta.

L’esame molecolare dà una positività evidente e immediata, come accadeva a marzo e aprile.

In compenso i sintomi sono meno importanti rispetto ai mesi scorsi.

Fattore probabilmente collegato all’età dei contagiati, più bassa rispetto a prima, e alla stagione».

Il laboratorio del “Mazzoni” è dunque tornato ai grandi numeri, in fatto di tamponi.

«Si – ammette il dottor Fortunato – infatti oggi ho dovuto anche richiamare un tecnico che era andato in ferie. Siamo tornati a lavorare come durante il lockdown per il Covid.

Però ora c’è anche l‘attività diagnostica che invece in quei mesi era sospesa».

 



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