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Acquaroli inizia a fare i conti col Covid:
«Allerta alta, ma nessun allarme
Obbligo mascherine? Valuteremo»

REGIONE – Il neo governatore ha incontrato i direttori generali della sanità per fare il punto sull’aumento dei contagi. «Cerchiamo subito di capire qual è la situazione che sta evolvendo velocemente, ma non voglio prendere decisioni da solo». E sul Covid Hospital di Civitanova: «Sarà aperto quando, eventualmente, ci sarà la necessità»

L’incontro di oggi sulla situazione pandemica nelle Marche tra il governatore Francesco Acquaroli e i vertici della sanità

di Martina Marinangeli

(foto Giusy Marinelli)

Primo giorno a Palazzo Raffaello per il neo governatore Francesco Acquaroli. All’ottavo piano è ancora in corso il vertice con il gotha sanitario regionale per fare il punto sulla gestione della pandemia: seduti al tavolo, la dirigente del Servizio sanitario Lucia di Furia, i direttori generali delle quattro aziende ospedaliere – Storti per l’Asur Caporossi per Torrette, Capalbo per Marche nord e Genga per l’Inrca –, la segretaria generale uscente Deborah Giraldi, Fabio Pistarelli e Mario Becchetti.

«Cerchiamo subito di capire qual è la situazione che sta evolvendo velocemente, in questi giorni anche nelle Marche – ha premesso Acquaroli prima di confrontarsi con i vertici marchigiani della sanità –. Non siamo per creare allarme, ma per essere allertati rispetto a quelli che saranno gli effetti della ripresa della pandemia. Bisogna capire i dati epidemiologici che si stanno verificando nei territori e se si devono prendere dei provvedimenti affinché ci possa essere maggior cautela. Si potrebbe ipotizzare l’obbligo della mascherina ma non voglio prendere decisioni da solo: ci sono autorità sanitarie competenti con cui relazionarsi».

Il vertice è stato preceduto da un incontro alla Confartigianato perché, sebbene l’emergenza Covid sia al primo punto in agenda, «le priorità sono tantissime: dalla pandemia, appunto, alla ricostruzione, fino alla crisi del lavoro e gli effetti di questo ritorno dei contagi. Sono allarmanti i dati del secondo trimestre per le imprese. Dobbiamo discutere subito le strategie da intraprendere sulle infrastrutture ed intorno al Recovery fund. Tanti argomenti, tutti si attualità estrema. Cercheremo di affrontarli tutti nell’ordine della priorità e dell’emergenza».

Quanto alla questione del Covid hospital, «non abbiamo approccio ideologico – ha sottolineato il governatore –. C’è, ma sicuramente non lo potremo aprire per tre pazienti perché credo sia un atteggiamento sbagliato e molto propagandistico. E significa togliere risorse di personale alle strutture ed alla normale attività. Sarà aperto quando, eventualmente, ci sarà la necessità e lo valuteremo con gli addetti del settore, nel reciproco rispetto tra chi lavora nella sanità e chi ha le responsabilità di governare la Regione. I dirigenti delle strutture sanitarie saranno determinanti per stabilire le condizioni sufficienti per stabilire se possa essere riaperto. Speriamo, e lo dico come auspicio, che non ci sia bisogno di riaprirlo perché questo significherebbe che la pandemia non produce effetti importanti per la salute dei nostri concittadini».

Inoltre, «l’attenzione sulle scuole va posta in maniera fortissima: si parla del 18 ottobre come elemento di valutazione per gli effetti della riapertura». Al termine dell’incontro sulla sanità, Acquaroli partirà alla volta di Assisi, per celebrare la Festa di San Francesco.

 

 




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