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E’ Natale anche dove
si lotta contro il Covid
per salvare vite

EMERGENZA CORONAVIRUS - Un tocco di rosso sulle tute bianche di chi cerca di strappare pazienti all'epilogo peggiore della malattia. Tiziana Principi, direttore della Rianimazione del "Madonna del Soccorso": «Qui non ci si ferma mai». Ridotti intanto gli accessi nei reparti emergenza
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L’equipe della Rianimazione del “Madonna del Soccorso”

 

di Maria Nerina Galiè

Poche parole affidate ad una chat “rubata” tra pazienti da curare, cartelle da controllare e famiglie a cui dare informazioni a volte non piacevoli. «La Rianimazione non si ferma mai».

Tutto uguale da mesi per la dottoressa Tiziana Principi, direttore della Rianimazione Covid dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, oltre che del Dipartimento emergenza e accettazione dell’Area Vasta 5, e per la sua equipe.

Tiziana Principi

Anche se oggi è la Vigilia di Natale, la terapia intensiva non si ferma, con 11 pazienti gravi, «instabili» da un punto di vista clinico come li definisce tecnicamente la direttrice.

Ma medici e infermieri, non si negano allo spirito natalizio e il tocco di rosso spicca ancor di più sulle tute di protezione bianche.

L’accesso dei malati ai reparti d’emergenza si è drasticamente ridotto negli ultimi giorni. Di certo per gli effetti delle restrizioni che vedono il picco durante le Feste tra zona rossa e arancione.

Sono 10 i ricoverati in terapia semi intensiva, 8 a San Benedetto e 2 al “Mazzoni” di Ascoli. E 26 in regime ordinario, 17 al “Madonna del Soccorso” e 9 alla Pneumo Covid di Ascoli. 

Quest’anno la cena della Vigilia e il pranzo di Natale saranno diversi per molti e per motivi diversi. Pesa non poter condividere questi momenti con tutte le persone care. E’ molto peggio però sapere un familiare in un reparto di terapia intensiva e non potergli essere accanto.

Impossibile quindi, oggi, non pensare a chi lotta tra la vita e la morte per colpa del Covid e a coloro che invece cercano di strappare strenuamente i malati, soprattutto i più critici, alle grinfie delle peggiori conseguenze. 



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