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Biodigestore, presentata la diffida
alla Provincia di Ascoli
da 20 Comuni della Valdaso

PICENO - Chiedono di sospendere l’iter autorizzativo dell’impianto di produzione di biometano a San Salvatore di Force, e lamentano il mancato coinvolgimento di enti e portatori di interesse nel procedimento. Capofila dell'iniziativa è Montalto Marche. Il sindaco Daniel Matricardi: «Mi sono offerto volentieri di preparare gli atti». L'ha presentata l'avvocato Ceruti

Venti comuni della Valdaso hanno formalizzato oggi, lunedì 22 marzo, una diffida ufficiale alla Provincia di Ascoli per invitarla a interrompere l’iter autorizzativo dell’impianto di produzione biometano previsto a San Salvatore di Force.

Tutto questo perché sarebbe proprio in capo alla Provincia di Ascoli – unico ente competente in materia -l’autorizzazione o meno alla realizzazione ed esercizio dell’impianto in questione.

Il tema è quello del possibile insediamento di un impianto di produzione di biometano tramite fermentazione dei rifiuti organici (forsu) nella Valdaso, a San Salvatore di Force. La discussione va avanti da mesi tra proteste da parte della popolazione e dei sindaci, e prese di posizione di vari enti. Oggi, però, arriva l’atto formale che chiede ufficialmente una reazione della Provincia di Ascoli, colpevole – secondo i firmatari della diffida – di non aver preso posizione sul tema, oltre a non averli coinvolti in alcun tavolo di confronto.

I Comuni tra le province di Ascoli e Fermo protagonisti dell’iniziativa sono Montalto delle Marche, Ortezzano, Montelparo, Altidona, Petritoli, Monte Vidon Combatte, Carassai, Montefiore dell’Aso, Montedinove, Rotella, Comunanza, Montefalcone Appennino, Santa Vittoria in Matenano, Smerillo, Monterubbiano, Monterinaldo, Campofilone, Lapedona, Moresco e Pedaso.

Il sindaco Daniel Matricardi

Comune capofila è Montalto Marche. Ecco cosa dice il sindaco Daniel Matricardi: «Mi sono offerto volentieri per preparare gli atti per la presentazione della diffida e farmi quindi portavoce del malcontento di un’intera vallata. Abbiamo sostenuto fin dall’inizio che l’iter autorizzativo presentava diverse carenza, a partire dal mancato coinvolgimento del territorio. Ora l’abbiamo evidenziato in punta di diritto. Abbiamo già manifestato politicamente la contrarietà di questa vallata all’impianto in questione ma la cosa importante ora è interrompere l’iter amministrativo. Nella diffida presentata dall’avvocato Ceruti, da noi incaricato,  emergono plurime illegittimità che inficiano il procedimento pertanto ci aspettiamo che la Provincia proceda immediatamente alla sospensione dello stesso».

Tra le motivazioni principali della diffida contro la Provincia c’è il mancato coinvolgimento di enti e portatori di interesse nel procedimento, come invece previsto per legge.

Si è arrivati a questo atto dopo molte sollecitazioni e preoccupazioni già presentate alla Provincia dall’intera comunità interessata, fra cui le dimensioni dell’impianto, del tutto spropositate rispetto alle effettive esigenze del territorio con le conseguenti problematiche relative alla viabilità di tutta la Valdaso, oltre ai rischi per la salute che potrebbero derivare dai gas di scarico dei mezzi e dell’impianto stesso, e all’impatto economico sulle attività produttive preesistenti. Non avendo mai ricevuto alcuna risposta o rassicurazione in merito, i venti sindaci firmatari si sono visti costretti a chiedere formalmente di interrompere l’iter autorizzativo su quell’impianto previsto a Force, sperando ora di essere ascoltati.




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