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Biodigestore, la Provincia di Ascoli
chiede un incontro alla Regione

PICENO - Il presidente dell'Amministrazione provinciale, Sergio Fabiani: «Sto seguendo con molta attenzione, auspico che questo mio appello possa trovare sponda da Ancona, è una formalità non rinviabile»

Dopo diversi sindaci, tanti cittadini e associazioni varie, sul caso del biodigestore interviene Sergio Fabiani, presidente della Provincia di Ascoli.

«Stiamo considerando con molta attenzione le preoccupazioni di cittadini e istituzioni sulla possibile realizzazione di un nuovo biodigestore nella Valdaso. In questi giorni – dice Fabiani – ho avuto confronti con molti sindaci del territorio e, nel raccogliere le loro perplessità chiedo alla Regione Marche di fermarci e ragionare insieme sul da farsi.

Il presidente Fabiani

Auspico che questo mio appello possa trovare sponda da Ancona. Le dichiarazioni dell’assessore Giorgia Latini, che intende portare la questione in giunta, è segno di un’attenzione verso il territorio. Pertanto ritengo che su questo tema non sia rinviabile un incontro formale tra la Provincia di Ascoli e la Regione Marche.

La procedura meramente tecnica ha degli evidenti risvolti politici territoriali. In questi giorni – aggiunge – sono in corso tutti gli approfondimenti necessari per esaminare il percorso fin qui effettuato. Ma se fosse stato necessario coinvolgere tecnicamente (giustamente dal punto di vista politico!) anche Comuni del Fermano, è del tutto evidente che il procedimento non sarebbe stato in capo a questo ente, ma di competenza regionale.

Inoltre – prosegue il presidente della Provincia – leggendo il decreto regionale che esprime parere favorevole al progetto, tra le prescrizioni è stabilito che prima dell’emanazione dell’autorizzazione finale dovrà essere acquisito il contratto di compravendita delle aree oggetto dell’intervento. E questa condizione, ad oggi, non mi risulta essersi verificata.

In attesa di una chiamata da Ancona per discutere la revoca del loro parere, è mia intenzione come sempre lavorare per il bene del territorio, e ritengo che strumentalizzazioni e attacchi politici non siano tollerabili: non per la mia persona ma per l’istituzione che rappresento.

Delle dispute tra partiti e responsabilità dei singoli nulla mi interessa, per cui invito tutti ad agire liberi da tali vincoli. Vorrei infine osservare – conclude il suo intervento – che i partiti che sobillano iniziative e polemiche non costruttive dovrebbero mostrare la stessa solerzia e vis critica anche nel valutare altri procedimenti in corso. Appare infatti strano e singolare questo movimentismo per la Valdaso e riscontrare poi il silenzio totale per un possibile nuovo biodigestore nella vallata del Tronto. Su questo sarà bene fare chiarezza, in nome del bene comune e della coerenza».



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