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Covid, 3 pazienti al Pronto Soccorso
e 17 nuovi casi nel Piceno
su 54 nelle Marche

CORONAVIRUS - Si tratta di un 71enne di Acquasanta (vaccinato con la prima dose), un 55enne di Spinetoli e un 54enne di Colli, nessuno dei due è vaccinato ed uno ha anche rifiutato la cura con gli anticorpi monoclonali. La preoccupazione di Cesare Milani: «Dai primi di agosto non abbiamo più prenotazioni per le prime dosi di vaccino». Manca all'appello il 25% della popolazione vaccinabile. Ecco i dati 
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Il Pronto Soccorso del “Mazzoni” di Ascoli

di Maria Nerina Galiè

Non sono solo i numeri dei contagi Covid a preoccupare Cesare Milani, direttore generale di Area Vasta 5, ma anche il rischio di un aumento dei ricoveri ed il calo, in picchiata si potrebbe dire, delle prenotazioni per le prime dosi del vaccino.

Cesare Milani

Oggi, 20 luglio, il Piceno registra 17 nuovi casi di positività, su 54 dichiarati dal Servizio Sanitario regionale. Gli altri sono: 10 nella provincia di Pesaro Urbino, 13 nella provincia di Ancona, 5 nella provincia di Macerata, 5 nella provincia di Fermo e 4 da fuori regione. Il tasso di incidenza cumulativo su 100.000 abitanti è del 22,91%.

In regione, nelle ultime 24 ore, c’è stato anche un decesso: una donna di 92 anni di Fermo.

Un ricovero in meno nelle Marche, rispetto a ieri quando erano 15, ma 3 persone positive al Covid sono al Pronto Soccorso dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli.

Si tratta di un 71enne di Acquasanta, quindi probabilmente legato al focolaio che si è sviluppato dopo il matrimonio qualche settimana fa nel paese montano. Il paziente risulta essere stato vaccinato solo con la prima dose.

C’è poi una persona di 54 anni di Colli del Tronto, non vaccinata e che ha rifiutato la cura con gli anticorpi monoclonali. Pure non vaccinato un 55enne di Spinetoli, il terzo che ha dovuto far ricorso alle cure ospedaliere: quest’ultimo è stato già sottoposto alla cura con i monoclonali.

In merito a questo tipo di terapia, fino a qualche settimana fa destinata a pochi pazienti che presentavano determinate caratteristiche, le ultime indicazioni ministeriali la danno accessibile ad una più ampia platea di persone positive al Covid. «Al “Mazzoni” stiamo infatti predisponendo una stanza apposita, all’ex Pneumo Covid, per la somministrazione, attraverso infusione, degli anticorpi monoclonali», anticipa il direttore di Area Vasta 5.

Le preoccupazioni di Cesare Milani dunque sono più che fondate perché i numeri relativi ai vaccini, seppure collocano la provincia tra i primi posti per la somministrazione del farmaco, mostrano che manca all’appello il 25% della popolazione.

«Dei 206.000 residenti nella provincia di Ascoli, i vaccinabili sono 180.000. Al 18 luglio 133.383 cittadini (pari al 75%) hanno ricevuto la prima dose, 90.000 hanno completato il ciclo (la metà dei vaccinabili quindi). Ma dopo la prima settimana di agosto non abbiamo più prenotazioni per le prime dosi. Porteremo infatti le linee nei punti vaccino per la popolazione da 5 a massimo 2.

E non va bene – è sempre Cesare Milani che parla – perché c’è ancora chi non ha capito che il vaccino è l’unica arma  contro il Covid, che ancora circola nella nostra provincia. 

Non si tratta solo di over 60 che non vogliono vaccinarsi – e sappiamo che sono loro le potenziali vittime degli effetti più gravi della malattia – ma penso anche i ragazzi che a settembre torneranno a scuola.

E’ importante vaccinarsi, subito. Senza aspettare la fine delle vacanze».

Per combattere la battaglia pro vaccino entro fine mese scenderà in campo, anche nel Piceno, il camper sanitario attivato dalla Regione Marche.

Milani: «Si posizionerà nei paesi dell’entroterra e nelle zone della movida, per cercare di intercettare tutti coloro che ancora non si sono decisi a vaccinarsi o per volontà o perché non hanno avuto facile accesso al servizio, magari perché anziani».  

 



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