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Vaccini, il Piceno si prepara
alla terza dose per over 80
e ospiti delle strutture residenziali

CORONAVIRUS - E' imminente l'apertura delle prenotazioni per i pvp di Ascoli e San Benedetto, per la prima categoria della popolazione. In quanti aderiranno alla prossima campagna? E' utile sapere quanti anticorpi sono rimasti ad un vaccinato con il primo ciclo o che ha contratto la malattia? Risponde il direttore del Sisp Claudio Angelini
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Il dottor Claudio Angelini nel pvp della Casa della Gioventù nel primo giorno di campagna vaccinale, il 20 febbraio scorso

 

di Maria Nerina Galiè

Sta per iniziare anche nel Piceno la campagna vaccinale per la terza dose, definita “booster”, del farmaco anti Covid, rivolta alla popolazione. E si parte, come a febbraio, con gli over 80 e gli ospiti e operatori delle strutture residenziali per anziani.

La dottoressa Maria Teresa Nespeca, direttore del Distretto Sanitario di San Benedetto

«Per quanto riguarda le Rsa le somministrazioni verranno effettuate all’interno delle strutture da parte del personale del Distretto Sanitario – spiega la direttrice di quelli di San Benedetto, la dottoressa Maria Teresa Nespeca – è già stata inviata la comunicazione ai responsabili delle case di cura per anziani e si sta provvedendo a raccogliere il consenso da parte delle famiglie».

«Per le persone che hanno 80 anni o più – spiega Claudio Angelini, direttore del Servizio Sanità regionale dell’Area Vasta 5 – sarà a brevissimo attivo il sistema di prenotazione tramite Poste, che sta ampliando gli slot per questa categoria. Siamo già operativi con la possibilità di registrare l’utente, che però non si può ancora prenotare».

Per questo motivo, se un over 80 si presenta al punto vaccini per la terza dose, purché abbia completato il ciclo precedente da almeno 6 mesi, non viene rimandato a casa. 

«La vera campagna vaccinale però partirà solo dopo l’apertura degli slot, che ci permetterà di adeguare le linee al numero delle persone prenotate».

Adesso, sia ad Ascoli che a San Benedetto, i numeri si sono ridotti. Si parla di circa 250 somministrazioni al giorno. Si è ben lontani dai giorni – fino a luglio era così – in cui nel Piceno si vaccinavano oltre 2.000 persone.

«Ma le previsioni sono di tornare presto a numeri importanti, tra terze dosi, richiami e l’aumento di richiesta del farmaco, conseguente all’entrata in vigore del green pass anche nei luoghi di lavoro, dal 15 ottobre», sostiene Angelini.

E’ facile pensare che gli anziani, che sono sempre stati i più pronti a rispondere alla chiamata per il vaccino, torneranno per la terza dose. Ma anche per gli altri sarà così?

Anziani e accompagnatori davanti al punto vaccini alla Casa della Gioventù di Ascoli

«La curva dei vaccini parla chiaro», afferma il direttore del Sisp, che spiega: «All’inizio c’è la corsa al vaccino, per paura della malattia. Aumentando il numero delle persone che vi ricorrono, ecco che arrivano gli effetti collaterali. In piccole percentuali si registrano con tutti i vaccini.

Ed arriva la paura del farmaco, fino a superare quella per la malattia. La curva quindi si appiattisce per poi volgere verso il basso. A quel punto la malattia fa la sua ricomparsa e la curva di nuovo si alza». 

Ora in che fase siamo?

«Adesso la percezione del rischio del virus è piuttosto bassa, mentre c’è ancora la paura delle conseguenze del vaccino. Ma senz’altro, chi ha fatto il primo ciclo, farà anche il secondo»

Se la percezione del rischio è più rivolta al vaccino che alle conseguenze del Covid, è anche vero che «i vaccinati – è sempre il dottor Angelini che parla – non finiscono in terapia intensiva, o i casi sono rarissimi e in genere associati ad altre patologie».

Vale, per decidere o meno di farsi somministrare la terza dose sapere quanti anticorpi sono rimasti in circolo?

«No, anzi. Non bisogna proprio fare l’esame per il titolo anticorpale. Non solo non serve. Ma è anche dannoso».

In che senso?

«Se il titolo anticorpale è alto offre una falsa sicurezza. Se è basso crea ansia. In giustificata per di più: quello che conta non è il numero degli anticorpi, ma la memoria immunologica».

Dal 20 settembre è partita la dose chiamata “addizionale”, ai malati di precise patologie, vaccinati, per la maggior parte, nei reparti ospedalieri che li hanno in carico.  Alcuni dai medici di medicina generale, in ambulatorio o a domicilio. Per altri, ma saranno pochissimi, si apriranno appositi slot di prenotazione e potranno recarsi nel pvp in una linea loro dedicata.

 



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