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Via libera del Parlamento europeo
alla riforma della Pac, Copagri:
«Nuova fase per l’agricoltura»

CONVEGNO - A Bari, articolato in due giornate. approfondimento in merito alla Politica Agricola Comunitaria del quinquennio 2023-2027. Uno studio condotto insieme tra i vertici della Confederazione, a confronto con i rappresentanti delle istituzioni intervenute quali Frascarelli, Stefàno, Blasi e Pentassuglia
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Franco Verrascina, presidente Copagri

«Con il via libera finale del Parlamento Ue alle tre proposte legislative nelle quali si articola la riforma della Politica Agricola Comune, che entrerà in vigore nel 2023, si apre una fase nuova per la nostra agricoltura, che vedrà nel Piano Strategico Nazionale-Psn, da inviare all’Esecutivo Ue entro fine anno, uno dei tasselli fondamentali dello sviluppo del comparto».

Lo ha sottolineato il presidente della Copagri, Franco Verrascina, concludendo i lavori di due giornate di studio sulla Pac 2023-27 e sul Pnrr, che hanno visto i presidenti regionali della Confederazione confrontarsi con numerosi rappresentanti delle istituzioni, fra i quali il presidente di Ismea, Angelo Frascarelli, il presidente della Commissione Politiche Ue del Senato, Dario Stefàno, il capo dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Mipaaf, Giuseppe Blasi e l’assessore all’agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia.

«Abbiamo organizzato questo importante momento di dibattito per ascoltare dalla viva voce dei protagonisti le principali novità con le quali sarà chiamato a confrontarsi il primario nel prossimo futuro ed essere così pronti a metterle in pratica e a rappresentarne le numerose opportunità ai nostri associati», ha spiegato il presidente della Copagri Puglia, Tommaso Battista, che ha aperto i lavori.

La prima giornata dei lavori è stata dedicata alla Pca, tema su cui si è concentrato l’intervento di Frascarelli, che dopo aver delineato il quadro della riforma e aver ricordato le minori risorse a disposizione del nostro paese, ha passato in rassegna le implicazioni legate alla condizionalità e agli ecoschemi, temi che andranno delineati nel dettaglio nel Psn, e le principali novità portate dal Green Deal. Nella seconda giornata, invece, sono stati esaminati i numerosi aspetti di interesse agricolo del Pnrr e analizzati i diversi obiettivi di spesa per il completamento dei programmi previsti.

Blasi, dopo aver assicurato il massimo impegno del dicastero delle Politiche Agricole per la chiusura del Psn, ha spiegato che un obiettivo fondamentale delle politiche in discussione sarà quello della semplificazione. Pentassuglia ha evidenziato le numerose opportunità legate allo sviluppo dell’olivicoltura e della zootecnia, ovvero quei settori produttivi della Regione Puglia che al momento sembrano essere in maggiore sofferenza.

Proseguendo nei lavori, prima delle conclusioni di Verrascina, è stato fatto il punto sullo stato dell’arte della transizione digitale, con particolare riferimento al gravoso gap infrastrutturale che sconta il nostro Paese rispetto ai principali competitor europei. Stefàno ha ricordato che l’innovazione digitale e la sostenibilità ambientale sono fondamentali per il futuro del comparto, il cui sviluppo passerà anche dall’aggregazione, vera e propria chiave di volta per poter andare incontro alle esigenze della Gdo.


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