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Pd Marche, Letta prova a far da paciere:
Mauri traghettatore fino al congresso

POLITICA - L'ex vice ministro dem scelto dai vertici per accompagnare il partito fino all'appuntamento elettorale interno, che non dovrà andare oltre il 15 febbraio 2022. L'obiettivo è di ritrovare l'unità, ma restano le candidature di Curti e Mastrovincenzo
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Matteo Mauri

 

Alla fine Letta ha scelto: sarà Matteo Mauri a traghettare il Pd Marche verso il congresso regionale. Sono stati i vertici del Nazareno ad annunciare la decisione nella tarda serata di ieri con questa stringata nota: «Il segretario nazionale del Partito Democratico, Enrico Letta, al fine di proseguire nel percorso di dialogo e condivisione attivato nelle ultime settimane e rivolto al rafforzamento della proposta politica del Pd nelle Marche ha nominato il deputato Matteo Mauri, responsabile Cittadinanza e Immigrazione del partito, coordinatore per la celebrazione del Congresso regionale, che dovrà tenersi comunque entro il 15 febbraio 2022».  Ex viceministro agli Interni nel governo Conte II, carica ricoperta tra l’agosto 2020 ed il febbraio 2021, deputato e membro della segreteria nazionale, attualmente anche commissario della provincia di Latina, a Mauri spetterà dunque il compito di condurre la barca nel porto del congresso senza ulteriori spargimenti di sangue. La decisione di affidare questa fase di transizione del dopo Gostoli a una figura esterna, di fatto un commissario, era stata presa la settimana scorsa dal partito con l’obiettivo di «ritrovare un’unità di intenti e costruire, attraverso il dialogo all’interno del partito e con la società marchigiana, un progetto condiviso per il futuro», avevano spiegato i dem.  Questi i buoni propositi del nazionale. A far da contraltare però, la difficile situazione del regionale che ripropone, fedele a se stessa negli anni, la più classica delle guerre intestine tra correnti. Correnti che in questa fase si sono raccolte intorno ai nomi di Augusto Curti, ex sindaco di Force appoggiato dall’Ascolano guidato da Luciano Agostini, da big anconetani del calibro di Maurizio Mangialardi e Valeria Mancinelli, da parte del Fermano, dai colonelli maceratesi Giannini e Silenzi e dai pesaresi dell’area Ricci; e di Antonio Mastrovincenzo, consigliere regionale, ex presidente del Consiglio che ha già ricevuto l’endorsement di 107 amministratori locali, oltre all’appoggio di gran parte dell’Anconetano, di quasi tutto il Maceratese con Carancini, Comi e Sciapichetti in testa e della quota del Pesarese vicina all’ex governatore Ceriscioli. Insomma, nonostante non siano un segreto i desiderata di Letta che vorrebbe una candidatura unitaria, possibilmente al femminile, sembra proprio che le truppe siano pronte a sfidarsi sul campo. Salvo colpi di scena e nonostante il nuovo commissario. 

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