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Ascoli, lo spauracchio da trasferta: ma battere il Pisa al “Del Duca” vale doppio

SERIE B - Con quattro gare esterne ancora da giocare, vincendo a Ferrara, grazie a Buchel "il capitano sbagliato", la squadra di Sottil ha eguagliato il record di vittorie fuori casa del leggendario “Ascoli dei Record” del 1977-1978. Quella squadra conquistò la A: che sia un presagio?
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di Andrea Ferretti

 

L’Ascoli torna da Ferrara con tre punti che definire importanti è riduttivo. Vuoi perché tutte le dirette concorrenti nella corsa playoff hanno vinto, vuoi perché nelle precedenti due partite contro Lecce e Frosinone si è decisamente raccolto meno di quanto i bianconeri avrebbero meritato.

 

L’Ascoli dei Record 1977-1978

I ragazzi di Sottil hanno battuto la Spal di Venturato dopo oltre cento minuti a viso aperto, una partita piacevole giocata bene anche dalla Spal che aveva annullato il vantaggio di Collocolo con il maceratese Melchiorri (il “penna bianca” che ha giocato pure con Tolentino, Samb e Maceratese e che ricorda Ravanelli) rendendosi più volte pericolosa. Sottil è tornato al vecchio 4-3-1-2 con Collocolo e Saric mezzali pronte a inserirsi. E il gol dell’1-0 (assist di Saric e rete di Collocolo) ne è la dimostrazione. E Dionisi di nuovo titolare sostenuto da Bidaoui e Maistro. Alla resa dei conti, una scelta azzeccata.

 

Quella contro la Spal è la nona vittoria in trasferta dopo quelle di Perugia, Como, Alessandria, Pordenone, Reggio Calabria, Terni, Cosenza e Benevento. Eguagliato il record del leggendario “Ascoli dei Record” allenato da Mimmo Renna che nella stagione 1977-1978, vincendo (2-3) a Modena all’ultima giornata, chiuse quella stagione trionfale con nove successi esterni conquistando la Serie A che peraltro aveva già in tasca. Era l’anno dei 61 punti quando una vittoria valeva però solo 2 punti. Quell’Ascoli vinse a Varese, Cremona, Como, Bari, Cagliari, Taranto, Rimini, Catanzaro e Modena.

 

A questo Ascoli restano le gare esterne contro Vicenza, Monza, Parma e Cremonese. Quelli di oggi sono numeri che fanno comunque ben sperare e che mantengono l’Ascoli nella griglia playoff (8° posto) con il fiato sul collo di Perugia e Cittadella.

 

Buchel sommerso dai compagni dopo il gol

Al “Mazza” di Ferrara l’eroe di giornata è stato Marcel Buchel, “capitano sbagliato”, che a tempo quasi scaduto ha deciso il match con un capolavoro dalla distanza che si è insaccato sotto l’incrocio dei pali. Il centrocampista bianconero con l’uscita di Dionisi ha indossato la fascia di capitano pur non toccando a lui. Il vice, infatti, era Leali che a Ferrara ha festeggiato nel migliore dei modi la presenza numero 100 in bianconero. A fine partita, nell’euforia generale, tra un abbraccio e un altro, Buchel ha… restituito la fascetta al portiere. Gioia meritata per il quasi 31enne originario del Liechtenstein che l’ultimo gol lo aveva realizzato lo scorso anno contro il Cittadella (allenato proprio da Venturato) e che nella gara precedente al “Del Duca” col Frosinone era stato protagonista della sfortunata deviazione con cui nel finale aveva regalato un punto ai ciociari.

 

La classifica dopo la decima giornata di ritorno

La classifica continua ad essere molto corta nella parte alta se pensiamo che in cinque punti sono racchiuse le prime sei, compreso il Benevento che è al 5° posto ma con un recupero da giocare (a Cosenza) e la concreta possibilità di scalare posizioni.

 

Mercoledì 16 marzo di nuovo in campo. Al “Del Duca” arriva il Pisa che si presenta con i gradi di capolista dopo il netto successo sulla Cremonese nel posticipo che ha chiuso l’ultimo turno. Per l’Ascoli un motivo in più per vincere. Che è poi l’unica maniera per restare sicuramente nella griglia che conta.

 

Infine, una menzione speciale per gli oltre 500 tifosi bianconeri presenti a Ferrara. Hanno gioito e cantato a squarciagola per tutta la partita facendosi sentire tanto quanto il numeroso pubblico ferrarese. Uno spot che fa bene al calcio, sempre meno vissuto e sempre più schiavo delle Tv.




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