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Ricostruzione: la guerra ha fatto lievitare i costi di materiali e manodopera

ASCOLI - A lanciare l’allarme è Leo Crocetti, presidente del Collegio dei Geometri di Ascoli. Su Decreto aiuti e Superbonus 110%: «Fuorviante il termine villette che sono semplici fabbricati unifamiliari di modeste entità costruttive»
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Il conflitto Russia-Ucraina ha comportato un aumento sensibile dei costi dei materiali da costruzione e della manodopera. E’ l’allarme lanciato da Leo Crocetti, presidente del Collegio Geometri di Ascoli.

 

Leo Crocetti

«Il Governo ha proposto il Decreto Aiuti – dice Crocetti – che tratta la parte riferita principalmente alla ristrutturazione, il Superbonus 110%, delle abitazioni singole che nel decreto vengono denominate “villette”. Un termine su cui sono piovute tante critiche in quanto è fuorviante rispetto alla vera destinazione. Infatti per “villette” tanti si riferiscono ad abitazioni di tipo signorile quando invece si tratta di fabbricati unifamiliari di modeste entità costruttive.

Si parla comunemente di “villette”, ma ci si riferisce agli edifici unifamiliari e alle unità immobiliari inserite in edifici più grandi, purché dotate di accesso autonomo e funzionalmente indipendenti, cioè con tre impianti di proprietà esclusiva su questi quattro: acqua, luce, gas e riscaldamento. Nonostante il rinvio al 30 settembre, considerando che il mese di agosto è tutto chiuso per ferie, del termine entro cui raggiungere il 30% dei lavori complessivi non risolve le preoccupazioni dei diretti interessati. La scarsa chiarezza sulle cessioni del credito e sui i ritardi dei lavori e delle consegne dei materiali rendono difficile il lavoro dei professionisti chiamati a redigere progetti e computi che presentano notevoli difficoltà anche interpretative dei vari decreti.

Confusione oltretutto si è creata con la spesa necessaria che non si sa con certezza se può essere compresa nelle opere non agevolate dal Superbonus 110. Secondo l’interpretazione dell’Ufficio delle Entrate queste opere devono essere conteggiate. Risultato: nonostante le continue richieste di chiarimenti da parte dei professionisti, nell’interesse dei proprietari, la confusione regna sovrana.  Questa è un’altra tegola per gli addetti ai lavori che, insieme alla difficoltà di poter usufruire concretamente del credito d’imposta, porta a rinunciare anche le imprese ad eseguire i lavori».

 

In merito all’Ordinanza Sisma 2016 (la 126 del 28 aprile 2022) con la quale è stato approvato il “Prezzario unico del cratere del Centro Italia-Edizione 2022”, che costituisce il prezzario unico interregionale delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, Crocetti aggiunge: «E’ stato un passo importante nel quale gli Ordini professionali hanno inciso non poco spiegando al Commissario tutte le criticità legate all’aumento dei costi ed in qualche modo sono stati accontentati. Le difficoltà però sono ancora tante a partire dal fatto che manca una “cabina di regia” che comprenda tutte le incombenze legate al “cantiere più grande di Italia” che vede coinvolte tre Regioni e circa 50.000 fabbricati da ricostruire perché lesionati dal sisma. Basta pensare soltanto allo smaltimento di milioni di metri cubi derivanti dalla demolizione dei fabbricati e dagli scavi non essendoci dei siti adatti ad accoglierli dopo averli classificati per essere in parte lavorati e quindi riutilizzati».

 

«Le imprese devono sopportare quindi costi elevatissimi per il trasporto degli stessi in zone distanti decine di chilometri dopo essere stati caricati con autocarri e depositati in siti idonei allo scopo – conclude Crocetti – questa situazione rappresenta solo una costola delle grandissime urgenze legate alla Ricostruzione. Se poi consideriamo che per ricostruire circa il 90% degli edifici lesionati occorreranno anni, si deve risolvere anche lo spinoso problema dei tanti sfollati che dal 2016 alloggiano nelle “casette” e che probabilmente dovranno purtroppo restarci ancora per tanto tempo».

 




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