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Guardia di Finanza: il bilancio delle attività e i saluti del colonnello Michele Iadarola (Le foto)

ASCOLI - Cerimonia nel cortile della caserma "Colle San Marco", presenziata dal prefetto De Rogatis, in occasione del 248° anniversario di fondazione del Corpo. Il comandante provinciale lascia dopo quattro anni, guiderà le Fiamme Gialle di Chieti. Presenti anche il presidente della Provincia Loggi e sindaci di Ascoli e San Benedetto, Fioravanti e Spazzafumo
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Il prefetto Carlo De Rogatis e, alle sue spalle, il colonnello Michele Iadarola


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Alla presenza di numerose autorità, il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli è stato protagonista di una cerimonia – in occasione del 248° anniversario di fondazione del Corpo – svoltasi nel cortile della caserma “Colle San Marco” di Ascoli, presenziata dal prefetto Carlo De Rogatis. Presenti, fra gli altri il presidente della Provincia Sergio Loggi e i sindaci di Ascoli (Marco Fioravanti) e San Benedetto (Antonio Spazzafumo).

 

Il colonnello Iadarola

A fare gli onori di casa il comandante provinciale Michele Iadarola, prossimo a lasciare l’incarico, il quale passerà a guidare le Fiamme Gialle di Chieti. Lo stesso colonnello Iadarola, alla vigilia del suo trasferimento dopo quattro anni al comando della Guardia di Finanza del Piceno, ha fatto un consuntivo delle attività che i finanzieri hanno eseguito nel territorio piceno. Un periodo molto complicato per il comandante Iadarola e per tutti i suoi uomini e donne che prestano servizio nella provincia di Ascoli perchè non possono assolutamente essere dimenticate le difficoltà e i problemi riscontrati nel difficile periodo caratterizzato dalla pandemia covid, con conseguenti lockdown e restrizioni di vario genere che hanno complicato la vita a tutti. Ma loro ci sono stati: sempre e comunque.

 

«Anche lo scorso anno, e per i primi mesi del 2022 – afferma Iadarola – gli sforzi operativi sono stati orientati verso obiettivi, connotati da elevati profili di rischio e alla repressione di illeciti tributari, scoperti grazie a indagini di polizia giudiziaria, orientate tra l’altro anche nel settore dell’evasione fiscale internazionale. È stata, altresì, intensificata l’attività di contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica attraverso controlli sui destinatari delle risorse stanziate e, in particolare, di chi ne ha usufruito dichiarando dati economici e aziendali non veritieri».

 

Colonnello, la lotta contro l’evasione fiscale, in un mondo sempre più interconnesso, assume rilievo anche a livello europeo; ci sono nuovi sistemi per combatterla?

«Negli ultimi anni l’azione di contrasto all’evasione fiscale nella provincia di Ascoli Piceno ha fatto registrare dei segnali incoraggianti, ma bisogna fare di più anche perché il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ci pone degli obiettivi di ridimensionamento del tax gap (differenza tra le imposte effettivamente incassate e quelle che si incasserebbero) in tempi anche piuttosto contenuti. Il Comando Provinciale sta puntando sulla interoperabilità delle banche dati messe a disposizione dei Reparti e, in particolare, sull’uso della Dorsale informatica, che ne mette a sistema contestualmente ben 120. Ciò consente la possibilità di effettuare interventi più mirati, evitando controlli massivi e generalizzati e di concentrare l’attenzione sui fenomeni maggiormente importanti, quali le grandi frodi internazionali sull’iva e sulle accise e poi ancora le fittizie residenze all’estero di persone fisiche o di imprese o di stabili organizzazioni occulte, il sommerso legato all’e-commerce e le nuove forme di business legate all’economia digitale».

 

La lotta all’evasione ha conosciuto una tregua durante la pandemia: si è tornati alla normalità?

«Abbiamo intensificato la presenza ispettiva, valorizzando le nuove tecnologie per dar corso a interventi “chirurgici”. Un segmento del servizio, quello del contrasto all’evasione fiscale, in cui gli sforzi profusi hanno permesso di scoprire una frode internazionale, posta in essere da un noto brand operante nel settore calzaturiero marchigiano, con l’obiettivo primario di diminuire il carico delle imposte nazionali sfruttando le legislazioni estere più favorevoli. Questo fenomeno, noto come “esterovestizione” societaria, nasce dalla prassi, in uso presso numerose realtà imprenditoriali, di collocare una o più aziende, riconducibili allo stesso soggetto economico, al di fuori del territorio nazionale, con il principale intento di usufruire di forme agevolate di tassazione; soggetti economici che, di fatto, continuano però ad essere amministrati in Italia. Le attività hanno permesso di recuperare a tassazione ingenti risorse sottratte alle casse dell’Erario, su oltre 114 milioni di imponibile».

 

Con la pandemia sono stati messi in campo bonus e sostegni vari a imprese e famiglie. Quante truffe e abusi avete scoperto?

«Le indagini più recenti, confermano l’interesse della criminalità per gli aiuti destinati a famiglie e imprese. Emblematico l’esempio dei bonus fiscali: la possibilità illimitata di circolazione dei crediti prevista dalla normativa emergenziale è stata strumentalizzata per scopi illeciti, inducendo il legislatore a intervenire per contrastare il fenomeno. Anche sulle vicende ancora attuali legate al sisma, sono stati segnalati alla Corte dei Conti danni erariali per oltre 286.000 euro per l’indebita percezione di contributi di autonoma sistemazione».

 

Esiste lo stesso rischio per i fondi del Pnrr destinati al Piceno?

«Il Governo ha previsto la possibilità che le Amministrazioni stipulino protocolli d’intesa con la Guardia di Finanza per prevenire e reprimere frodi e irregolarità. Abbiamo già realizzato specifici memorandum e siglato intese con i titolari degli interventi di spesa, da ultimo il Comune di Ascoli, al fine di consentirci di disporre di notizie utili a selezionare le posizioni di maggior rischio e orientare, conseguentemente, le attività ispettive dei reparti della provincia ascolana, agendo, in fase di contrasto alle potenziali frodi, in coordinamento con la magistratura, penale, contabile ed europea».

 

L’ingresso della caserma “Colle San Marco”

Avete scoperto numerose frodi anche sul Reddito di cittadinanza: quali sono i dati aggiornati?

«Dall’inizio del 2021, i controlli sul reddito di cittadinanza hanno portato alla denuncia di oltre 94 soggetti, per illeciti che, tra somme indebitamente percepite e illecitamente richieste ma non ancora erogate, ammontano a oltre 1,7 milioni di euro. Ci sono stati casi di percettori che dichiaravano redditi da “poveri” e “arrotondavano” con polizze false vendute on line. 9 le persone scoperte e denunciate per truffe per false assicurazioni auto stipulate attraverso canali internet e social network, dove le persone coinvolte a diverso titolo nelle indagini – percepivano la misura di sostegno del “Reddito di cittadinanza”, bloccato grazie alle iniziative delle Fiamme Gialle picene, che hanno provveduto anche a segnalare i connessi danni erariali alla Corte dei Conti e, sul fronte fiscale, a considerare i “profitti illeciti” per l’assoggettamento a tassazione. Altri 5 indebiti destinatari del beneficio erano, invece, rinchiusi dentro una struttura penitenziaria e sono stati, pertanto, segnalati all’Inps per la revoca ed il recupero delle somme erogate».

 

La Finanza è anche “la Polizia del mare”

Quanto la grave crisi economica ha gravato sui casi di corruzione e influenzato le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata?

«Il Comando provinciale ha rafforzato le iniziative investigative tese ad intercettare le possibili penetrazioni nel tessuto economico della criminalità organizzata nonché le attività scaturenti dal coordinamento con le Procure e dai lavori svolti all’interno del Gruppo Interforze presso la locale Prefettura. Con l’operazione “Eeasy Money” è stata smantellata un’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e al riciclaggio per quasi 12 milioni di Euro e sono stati arrestati 13 soggetti con il sequestro di oltre 11 milioni di euro. Per effetto della trasversalità propria dei poteri demandati alla Guardia di Finanza sono stati anche recuperati a tassazione oltre 7 milioni di euro e denunciate 5 persone per reati fiscali. Con riguardo alla lotta al traffico di sostanze stupefacenti, grazie all’operazione “Colosso”, è stato sgominato un sodalizio, traendo in arresto un responsabile e denunciandone altri 5 nonché sequestrato complessivamente 1,5 tonnellate di marijuana, circa 5.000 piante di cannabis, 32.600 euro in contanti, automezzi, cellulari e macchinari. Droga che avrebbe potuto fruttare un illecito guadagno di oltre 7,7 milioni di euro. Con il sequestro preventivo di somme di denaro sui conti correnti di un privato e di due dipendenti in servizio presso un ente pubblico locale, corrispondenti al “prezzo” del reato di corruzione, è stata debellata la condotta illecita degli stessi, denunciati anche per abuso di ufficio e truffa aggravata in relazione ai vari aspetti della vicenda. Sono stati, inoltre, evidenziati profili di responsabilità contabile, oggetto di autonoma segnalazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti per le Marche, in relazione ad un danno erariale ipotizzato per oltre 195.000 euro».

 

ECCO I NUMERI

 

IMPEGNO CONTRO LA CRIMINALITA’ A TUTELA DI CITTADINI E IMPRESE – Nel 2021 e nei primi cinque mesi del 2022, i reparti del Comando Provinciale Ascoli hanno eseguito, in totale, 4.086 interventi ispettivi e 223 indagini per contrastare gli illeciti economico-finanziari e le infiltrazioni della criminalità nell’economia: un impegno “a tutto campo” a tutela di famiglie e imprese, destinato ad intensificarsi ulteriormente per garantire la corretta destinazione delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

 

CONTRASTO FRODI SUI CREDITI D’IMPOSTA ED EVASIONE FISCALE – Sono stati individuati 40 evasori totali, ossia esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco (molti dei quali operanti attraverso piattaforme di commercio elettronico) e 12 lavoratori in “nero” o irregolari. Scoperti, inoltre, 4 casi di evasione fiscale internazionale, principalmente riconducibili a stabili organizzazioni occulte, a manipolazioni dei prezzi di trasferimento, a residenze fiscali fittizie e all’illecita detenzione di capitali oltre confine. I soggetti denunciati per reati tributari sono 74, di cui 10 tratti in arresto. Il valore dei beni quale profitto dell’evasione e delle frodi fiscali è di euro 21.358.212. I controlli e le indagini contro il gioco illegale hanno permesso di verbalizzare 15 soggetti, di cui 4 denunciati all’Autorità giudiziaria.

 

TUTELA SPESA PUBBLICA – L’impegno a tutela della corretta destinazione delle misure introdotte dalla legislazione emergenziale non ha riguardato solo i bonus fiscali ma anche i contributi a fondo perduto e i finanziamenti bancari assistiti da garanzia, oggetto di 36 controlli, che hanno portato alla denuncia di 6 persone per l’indebita richiesta o percezione di euro 108.500. Complessivamente, gli interventi in materia di spesa pubblica sono stati 309: 39 soggetti sono stati segnalati alla Corte dei Conti per danni erariali pari a euro 3.276.600. Le frodi scoperte in materia di fondi strutturali e di spese dirette gestite dalla Commissione europea ammontano a euro 92.694, mentre quelle relative alla spesa previdenziale e assistenziale sono pari a euro 107.221. I controlli sul reddito di cittadinanza, svolti in collaborazione con l’Inps, hanno riguardato, in maniera selettiva, soggetti connotati da concreti elementi di rischio. Nel complesso, sono stati scoperti illeciti per euro 1.172.725 – di cui euro 637.433 indebitamente percepiti e 535.292 fraudolentemente richiesti e non ancora riscossi – e sono state denunciate 94 persone. Un impegno importante è stato dedicato al controllo degli appalti, anche in ragione del ruolo che rivestiranno tali procedure nell’ambito del Pnrr, in vista del quale la Guardia di Finanza sta affinando strumenti di analisi e moduli operativi, in collaborazione con tutte le Amministrazioni responsabili della gestione e dell’attuazione dei progetti e degli investimenti. Le persone denunciate per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione sono state 2. Il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari, in quanto interessate da condotte penalmente rilevanti, è stato di euro 680.000.

 

CONTRASTO CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINANZIARIA – In materia di riciclaggio e auto riciclaggio sono stati eseguiti 8 interventi, che hanno portato alla denuncia di 38 persone, di cui 13 tratte in arresto e al sequestro di beni per un valore di euro 23.250.996. Sono state analizzate 214 segnalazioni di operazioni sospette. Ammontano a oltre euro 14.590 i sequestri di valuta, titoli, certificati e valori bollati contraffatti eseguiti nei confronti di 6 soggetti. In materia di reati fallimentari sono state accertate distrazioni patrimoniali per euro 1.109.434. In applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 44 soggetti, con l’applicazione di provvedimenti di sequestro e confisca per euro 17.394.684. Ulteriori 1.630 accertamenti sono stati svolti su richiesta dei Prefetti, la maggior parte dei quali in funzione del rilascio della documentazione antimafia. Il contrasto al narcotraffico, ha portato all’arresto di 6 soggetti e al sequestro di oltre 1,5 tonnellate di sostanze stupefacenti e di un autoveicolo. Sul versante della contraffazione sono stati eseguiti oltre 53 interventi e 2 deleghe dell’autorità giudiziaria, sottoponendo a sequestro oltre 450 mila prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri. Denunciati 5 soggetti.

 


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