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La Rsu di Area Vasta 5: «Preoccupati per il contenimento del costo della spesa del personale»

SANITA' - La Rappresentanza Sindacale Unitaria Ascoli-San Benedetto si rivolge alla Regione dopo la nota di Armando Marco Gozzini, direttore Dipartimento regionale Salute, indirizzata al direttore generale Asur Nadia Storti
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Gli ospedali “Mazzoni” di Ascoli e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

 

La Rappresentanza Sindacale Unitaria dell’Area Vasta 5 (Ascoli-San Benedetto) risponde con una lettera alle preoccupazioni che, tanto per cambiare, si sono innescate a causa di una lettera. Si tratta della nota che due settimane fa il direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche, Armando Marco Gozzini, ha indirizzato al direttore generale dell’Asur Marche Nadia Storti, inerente al contenimento del costo della spesa del personale a seguito dell’entrata in vigore della legge 19/2022 di “Riordino del Servizio Sanitario Regionale”.

 

LA Rsu si è rivolta agli stessi Gozzini e Storti, ma anche al presidente della Regione Francesco Acquaroli, agli assessori regionali Filippo Saltamartini (Sanità) e Guido Castelli (Bilancio), al direttore amministrativo di Asur Marche Pierluigi Gigliucci e al direttore Area Vasta 5 Massimo Esposito.

 

“All’Area Vasta 5, contrariamente alle altre strutture sanitarie del territorio marchigiano, nel recente passato, è stata imposta l’apertura di ben sette nuovi servizi senza la benché minima implementazione della dotazione organica. Ciò ha comportato, per il personale dipendente – scrive la Rsu coordinata da Paolo Grassi – un fortissimo aggravio dei carichi di lavoro, ma soprattutto turni massacranti, mancata fruizione di riposi, cumulo di ferie arretrate pari a circa tre anni, impossibilità di pagamento di straordinari e di indennità contrattuali con conseguenti splafonamenti dei fondi all’uopo destinati e cosa ancor più grave il sostanziale blocco del turnover. La drammatica situazione è stata fronteggiata, in modo del tutto anomalo, attraverso personale assunto a tempo determinato tanto che nell’Area Vasta 5, allo stato attuale, i precari sono ben 229, contrariamente alla media regionale che si aggira attorno ai 50.

 

Paolo Grassi, coordinatore della Rsu

E’ indubbio che di fronte a tale scenario appare a dir poco paradossale l’imposta riduzione della dotazione organica al 31/12/2022 di circa 180 unità tra personale sanitario e tecnico-amministrativo rispetto al 31/12/2021 come, altrettanto paradossale, risulterebbe la mancata proroga degli attuali contratti a tempo determinato ovvero la mancata stabilizzazione dei dipendenti precari in possesso dei requisiti nonché il diniego alle assunzioni di nuove unità attraverso l’utilizzo delle graduatorie dei concorsi pubblici, attualmente esistenti in quanto non è più concepibile che nell’Area Vasta 5 continuino a prestare la loro attività lavorativa ben 97 Oss ed 86 infermieri con contratto a tempo determinato. È altrettanto indubbio – aggiungono – che, qualora non si dovesse procedere all’implementazione della dotazione organica, risulterà ineludibile la chiusura di alcune unità operative ospedaliere e la soppressione di servizi con il conseguente svilimento della sanità pubblica a favore della privata che in questo territorio, già sufficientemente compromesso, è presente in misura preponderante per non dire dell’allungamento delle liste di attesa con i relativi oneri per la collettività locale.

 

Per tutto questo, noi rappresentanti delle otto organizzazioni sindacali, riteniamo che la nuova gestione dell’Azienda Sanitaria Territoriale debba essere preceduta da un’approfondita disamina della disastrosa situazione esistente nel territorio Piceno affinché la giunta regionale, nell’assegnazione dei budget ai singoli territori, proceda ad un riequilibrio delle risorse, sia umane che finanziarie, tenendo in considerazione la peculiare, drammatica situazione dei nostri servizi sanitari territoriali.

 

E’ dunque urgente – proseguono – fissare la data dell’incontro già programmato nell’ultima riunione tenutasi ad Ancona l’8 settembre da effettuarsi, come concordato, entro la prima metà ottobre affinché l’Asur onori gli impegni assunti e formalmente sottoscritti in data 08/02/2022 relativi sia alla restituzione del prestito, pari a 495.000 euro, concesso dalla delegazione trattante di parte sindacale per il 2021 attraverso un temporaneo storno di fondi, sia all’implementazione degli stessi fondi, come da intese ed in ottemperanza a quanto specificatamente previsto dalla Legge Regionale n. 8/2017.

 

Il mancato conseguimento degli obietti prefissi – concludono i rappresentanti sindacali di Area Vasta 5 – comporterà una generale mobilitazione di tutto il personale di Area Vasta 5 e la conseguente sensibilizzazione della popolazione picena sullo stato di crisi del Servizio Sanitario Piceno”.

 

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