Non si placa la polemica interna al Partito Democratico, dilaniato da tensione interne acuite prima dell’esito delle elezioni provinciali dello scorso marzo (leggi qui), poi da quanto accaduto pochi giorni fa per il Piceno Consind e la scelta del nuovo direttivo (leggi qui), che ha eletto l’esponente di centrodestra Viscione.

Elly Schlein, segretario nazionale del Pd, e Francesco Ameli
Dopo le accuse che alcuni sindaci hanno lanciato nei confronti del segretario provinciale Ameli, ecco la nota inviata dai segretari di circolo e delle unioni comunali, da capigruppo, sindaci e gli iscritti del Partito Democratico del Piceno che hanno deciso di assumere una posizione netta dopo la conferenza stampa promossa da Terrani (Folignano), Borraccini (Rotella), Loggi (Monteprandone), Massa (Offida), Franchi (Arquata) e Rocchi (Grottammare).
«Partendo dalla costa con Cupra Marittima, San Benedetto, molti iscritti di Grottammare passando poi per la vallata del Tronto, arrivando ad Ascoli Piceno, le aree interne e la Valmenocchia», intervengono per dire la loro sulla questione.
«Proprio in queste ore viene pubblicato il nuovo bando contro la deindustrializzazione, con ulteriori 20 milioni di euro per le imprese del Piceno: un risultato nato dall’impegno assunto nel 2021 dal Governo sostenuto da Pd e Movimento 5 Stelle e dalla scelta di difendere il Piceno Consind dal commissariamento – si legge -. Per questo appare surreale che il commissario del governo Meloni Guido Castelli, il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, l’ex vicesegretario regionale Pd Matteo Terrani e l’ex onorevole Luciano Agostini si siano incontrati non per rafforzare l’ente, ma per costruire un’alternativa finalizzata a estromettere il centrosinistra dalla sua guida. Scegliere la destra per sconfiggere una proposta del centrosinistra è una decisione profondamente sbagliata e suicida».

I sindaci Borraccini, Rocchi, Loggi, Terrani, Franchi e Massa
«Non hanno sbagliato i delegati e i sindaci che hanno sostenuto Domenico Procaccini e il Cda collegato alla sua candidatura – continuano gli esponenti Pd -. Ha sbagliato chi ha sostenuto una proposta promossa dal centrodestra, ottenendo in cambio una presenza nel consiglio di amministrazione per il Comune di Folignano. Il Cda uscente ha raccolto consensi anche nel mondo civico perché è stato giudicato sulla base del lavoro svolto. Un’amministrazione seria e oculata produce risultati e credibilità, anche oltre i confini del centrosinistra. Ma una cosa è convergere su una proposta del centrosinistra altra invece è lavorare per affossarlo».
«Tutto questo avviene dopo mesi di fuoco amico, tensioni, diffide e ricorsi fatti sempre dalla stessa area sul congresso provinciale del Pd, conclusosi il 30 luglio dopo numerosi tentativi di mediazione e senza una candidatura alternativa (ed auspicata) a quella di Francesco Ameli – è la prosecuzione -. Ogni sindaco deve rispondere ai cittadini che rappresenta, vero. Ma il potere conferito dagli elettori non autorizza nessuno a sostituirsi alla base degli iscritti e al sentire comune. Il mandato amministrativo e la rappresentanza politica sono piani distinti e non possono essere sovrapposti: guidare un comune non significa poter autodeterminare le posizioni del centrosinistra».
«Alla luce di quanto accaduto emerge una questione politica e morale che non può essere elusa – vanno avanti i dem -. Scegliere il centrodestra per sconfiggere il centrosinistra non è una semplice divergenza amministrativa e richiede il riconoscimento degli errori commessi. Ribadiamo che una mediazione era possibile: erano stati messi a disposizione due posti nel Cda, potenzialmente destinati a Flaiani e alla rappresentante di Monteprandone, salvaguardando il lavoro svolto e la rappresentanza dei territori. Perché si è preferito l’accordo con il centrodestra a una soluzione interna al centrosinistra?».
«Non ci interessano rese dei conti o atteggiamenti vittimistici – concludono -. Va però ristabilito un principio: chi amministra rappresenta legittimamente i cittadini, ma non può appropriarsi della voce dell’intera comunità politica né sostituirsi al partito stesso. Nonostante ciò auguriamo all’attuale Cda di avere l’onore di difendere il consorzio con la determinazione e il coraggio che hanno avuto i passati amministratori».













