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Caro bollette, batosta da 1,2 milioni in più per il Comune

SAN BENEDETTO - Il rincaro sarebbe di 800.000 mila euro per la pubblica illuminazione e di 400.000 per il contratto calore. Ma la vera incognita riguarda il 2023, anno in cui il Comune dovrà trovare risorse per fronteggiare la crisi
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Un ingente rincaro delle bollette si è abbattuto sul Comune di San Benedetto

 

di Giuseppe Di Marco

 

E’ una batosta da 1,2 milioni in più, quella che dovrà fronteggiare il Comune con il caro bollette relativo al 2022. Il salasso vero viene dalla pubblica illuminazione, ma anche il contratto calore non scherza. Tutta l’attenzione dell’Amministrazione, comunque, è rivolta al 2023, vera incognita a cui bisogna pensare sin da ora.

 

Il caro “lampioni”, rispetto al 2021, peserà 800.000 euro in più: rispetto all’ultimo consuntivo, infatti, quello attuale raggiunge i 2 milioni di euro. Non è ancora dato sapere, invece, in quanto consisterà l’aumento del riscaldamento, ma gli uffici di Viale De Gasperi fanno sapere che si passerà da una spesa di 1 milione a una maggiorata, approssimativamente, di 400.000 euro.

 

La soluzione, per entrambe le situazioni, è stata già definita dall’Amministrazione, che intende coprire i maggiori costi delle utenze con stanziamenti prudenziali e risorse economiche derivanti dai recenti decreti governativi. Va detto, inoltre, che dai prossimi mesi San Benedetto cambierà gestore: la Cpl Concordia, infatti, è arrivata a scadenza di contratto, e quindi è quasi certo che il Comune sceglierà un nuovo partner da una lista del mercato elettronico per le pubbliche amministrazioni. Una scelta che dovrebbe garantire, entro certi limiti, il contenimento dei rincari.

 

In alternativa o, per meglio dire, in parallelo, il Comune sta pensando di adottare misure straordinarie per arginare la crisi. In particolare, l’idea sarebbe quella di spegnere l’illuminazione presente lungo la passeggiata del lungomare durante le ore di buio dei mesi invernali. Una scelta di grande impatto, e non certamente positivo, su quello che è il fiore all’occhiello della Riviera. Ma è evidente come, con questi chiari di luna, una soluzione del genere risulti accettabile.

 

Altro metodo di risparmio sarebbe la reintroduzione dello smart working di venerdì, ma non è chiaro quanto un uso parsimonioso degli uffici comunali possa incidere su aggravi milionari. Un contributo sicuro verrà dalla riduzione dell’intervallo temporale entro cui sarà permesso l’uso del riscaldamento, ovvero dall’8 novembre al 7 aprile. Questo, unito alla riduzione di un grado della temperatura massima impostabile, dovrebbe garantire un risparmio del 20%.

 

Quel che preoccupa di più il vertice comunale, comunque, è il 2023: un anno dai contorni indefinibili, così come indefinibile è al momento la crisi energetica cui si dovrà far fronte.




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