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Ascoli-Genoa, Bucchi: «Ci sta mancando un po’ di fortuna, ma lo spirito è quello giusto»

SERIE B - Il tecnico bianconero nel post partita: «Abbiamo fatto un'ottima partita, purtroppo è mancato il gol. Gondo è stato una spina costante per la loro difesa, i giovani hanno fatto bene grazie ai nostri esperti. Le assenze? A Buchel manca continuità rispetto a Giovane ed Eramo, per Leali ci affidiamo alle sue sensazioni»
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di Salvatore Mastropietro

 

Dal big match contro il Genoa arrivano buoni segnali in casa Ascoli per una partita ben giocata contro una delle compagini più attrezzate del campionato, ma rimane anche un po’ di rammarico per la triplice occasione (firmata Dionisi-Gondo-Collocolo) fallita.

 

Bucchi (foto Ascoli Calcio)

Proprio da questo episodio parte l’analisi post partita di mister Cristian Bucchi: «I ragazzi sono stati sfortunati. Il tiro di Federico sembrava destinato a finire in gol, poi Sabelli è stato bravo a salvare su Gondo e infine è mancata precisione sul tocco sotto misura di Collocolo. Detto questo abbiamo fatto un’ottima partita, ma a me la squadra era piaciuta anche a Pisa. Ho visto un ottimo Ascoli e questo mi è piaciuto molto, in campo avevamo tanti giovani che hanno risposto molto bene. Quello che potevamo fare meglio, soprattutto nel primo tempo, era pulire meglio la palla davanti, cosa che nella ripresa abbiamo fatto meglio».

 

Sulla prestazione di Gondo: «Ha avuto diverse problematiche rispetto all’inizio di stagione, compreso qualche acciacco fisico. Aveva trovato un’ottima intesa con Dionisi e si vede, si cercano e sono molto compatibili. Ora Cedric sta meglio, si è fatto notare per la sua fisicità, è stato una spina nel fianco costante per la loro difesa».

 

Gondo in azione (foto Ascoli Calcio)

Ancora sulla prestazione: «Il cuore non deve mancare mai, rappresenta la nostra tifoseria e io penso che non sia mai mancato. Oggi siamo stati molto attenti e i nostri calciatori più esperti ci hanno guidato bene nelle letture, a partire da Botteghin fino a Dionisi ed Eramo che sono entrati nella ripresa. I tre cambi restanti? Eravamo messi bene in campo, non concedevamo nulla agli avversari e cambiare sarebbe stato più un pericolo che un aiuto, anche se avevo pensato di inserire Ciciretti. Purtroppo ci sta mancando la vittoria, è un trend che riguarda tantissime squadre. Noi abbiamo trovato lo spirito ed è la cosa più importante, ma è chiaro che i margini di miglioramento sono ampi, soprattutto nella qualità e nella ricerca della finalizzazione. Ci sono poi ragazzi tipo Mendes che vedremo meglio nel corso del tempo, altri come Gondo hanno avuto problemi. Molti elementi sono in crescita ed altri stanno arrivando agli standard che vogliamo. Se guardiamo ad oggi il Genoa, che è uno squadrone, ha cominciato a perdere tempo negli ultimi dieci minuti. Questo è un segnale che ci deve far piacere».

 

Sulle condizioni di Buchel, Gnahoré e Leali: «Ha avuto una fascite plantare che lo ha tenuto fuori tre settimane, poi è rientrato. Ha giocato contro Sudtirol e Como, poi ha avuto l’influenza che gli ha fatto saltare tre giorni di lavoro. In questo momento Giovane ed Eramo hanno una forma migliore e una continuità di allenamenti. Gnahoré lo avremo in campo non prima della primavera, invece per Leali ci siamo quasi, ci affidiamo alle sue sensazioni e presto rientrerà con il gruppo».

 

 




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