«Poggio di Bretta non resti senza medico, altrimenti saremo completamente abbandonati»

ASCOLI - E' il grido di allarme di alcuni residenti della frazione dopo aver saputo del pensionamento, dal 1° maggio, del dottor Costa: «Negli anni sono spariti quasi tutti i servizi essenziali in una frazione di oltre 2.000 abitanti, molti dei quali anziani e senza auto»
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Cresce la preoccupazione a Poggio di Bretta, frazione ascolana di oltre duemila residenti, in gran parte anziani, per l’imminente pensionamento – dal 1° maggio – del medico di medicina generale Roberto Costa, punto di riferimento storico per la comunità locale.

Poggio di Bretta

Una notizia che ha acceso il malumore tra i cittadini, molti dei quali affetti da patologie croniche o con difficoltà negli spostamenti: «Era un servizio indispensabile per molti malati cronici, alcuni con patologie gravi. Alle 7,30 del mattino davanti alla porta del suo piccolo ambulatorio c’era già la fila. Ora non sappiamo se verrà sostituito, ce lo auguriamo».

Al momento, però, non ci sono certezze. «È di conforto che qualche giorno fa un medico cercava una stanza da adibire ad ambulatorio, ma ad oggi non è arrivata alcuna comunicazione da parte dell’Ast». Una speranza, dunque, ancora senza conferme ufficiali, che i residenti guardano con apprensione.

La chiusura dell’ambulatorio rappresenta solo l’ultimo colpo per una frazione che da anni denuncia una progressiva perdita di servizi: «Di due bancomat che c’erano, ora non ce n’è più nessuno. La filiale Carisap è stata chiusa da tempo. L’ufficio postale è aperto solo due giorni e mezzo a settimana, con una sala d’attesa piccolissima che non tutela la privacy e con file continue».

Le alternative non sono semplici, soprattutto per una popolazione anziana: «Dovremmo andare fino a Monticelli, ma molti qui non guidano o non possono più farlo».

A pesare è soprattutto il senso di abbandono: «Siamo dimenticati, ma qui vivono oltre 2.000 persone. È tempo che tornino i servizi tolti e che se ne introducano di nuovi, in base alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e fragile».

La preoccupazione è condivisa in particolare da chi convive con patologie serie: «L’ambulatorio era un presidio fondamentale per tanti pazienti non in grado di spostarsi facilmente o di utilizzare strumenti digitali come mail o messaggi».

Tra i residenti serpeggiano rabbia e timori per il futuro immediato: dal 1° maggio la frazione rischia di rimanere senza medico, in un contesto già segnato da carenze strutturali.


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