
L’iniziativa del Nursind davanti all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli
Cento rose blu per chi lavora nelle corsie e cioccolatini per chi attende nei pronto soccorso. È il gesto simbolico scelto dal NurSind di Ascoli Piceno per richiamare l’attenzione sul tema della violenza nei confronti degli operatori sanitari.

Maurizio Pelosi e un’infermiera davanti al “Mazzoni”
L’iniziativa si svolge oggi, 12 marzo, in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, istituita dal Ministero della Salute con decreto del 27 gennaio 2022. Il sindacato promuove una giornata di sensibilizzazione rivolta a tutto il personale dell’azienda sanitaria e ai contesti assistenziali, sia ospedalieri sia territoriali, con l’obiettivo di ribadire un principio fondamentale: chi lavora per assistere i cittadini deve poterlo fare in totale sicurezza.
Per l’occasione i delegati sindacali distribuiranno cento rose blu al personale sanitario in servizio nei vari reparti.
«Il colore blu – spiegano dal Nursind – simboleggia la professione sanitaria e vuole essere un segno di vicinanza, gratitudine e solidarietà verso chi ogni giorno opera nei reparti e nei servizi sanitari. Parallelamente saranno consegnati cioccolatini ai pazienti in attesa e ai loro accompagnatori nei pronto soccorso, un gesto semplice ma dal forte valore simbolico, pensato per contribuire ad abbassare le tensioni e favorire un clima di rispetto, fiducia ed empatia tra cittadini e professionisti dell’assistenza».
«Abbiamo voluto un’iniziativa dal valore umano e simbolico – dichiara Maurizio Pelosi, segretario territoriale Nursind – Da una parte ringraziamo chi lavora ogni giorno nelle corsie con professionalità e dedizione, dall’altra vogliamo ricordare a tutti che il rapporto tra cittadini e operatori sanitari deve essere fondato sul rispetto reciproco. Chi assiste i cittadini deve poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza».
L’iniziativa assume un significato ancora più forte alla luce dei recenti episodi di violenza registrati sul territorio. È ancora vivo il ricordo dell’aggressione avvenuta lo scorso fine dicembre al pronto soccorso di Ascoli Piceno, quando una paziente ha aggredito due infermiere e un operatore socio-sanitario, provocando lesioni e momenti di forte tensione nel reparto (sotto i link degli articoli).
Per il NurSind la violenza nelle corsie non è un’emergenza occasionale ma un rischio strutturale che incide profondamente sul benessere fisico e psicologico dei professionisti sanitari e che deve essere prevenuto con strumenti adeguati e misure di sicurezza efficaci.
Al centro della campagna del sindacato c’è anche un appello rivolto agli operatori: denunciare sempre ogni episodio di aggressione, sia fisica sia verbale. «Troppo spesso – sottolinea Pelosi – la paura di ritorsioni o il timore di peggiorare il clima in reparto spingono i colleghi a subire in silenzio, considerandolo un “rischio del mestiere”. Ma il silenzio non protegge: alimenta solo l’impunità. Il NurSind è al fianco di ogni lavoratore che decide di tutelarsi, garantendo pieno supporto sindacale, legale e umano».
A dimostrazione di questo impegno, proprio ad Ascoli Piceno il Nursind ha ottenuto una sentenza considerata storica (leggi l’articolo). La Corte d’Appello di Ancona ha riconosciuto un risarcimento di oltre 22 mila euro a un’infermiera aggredita sul lavoro all’ospedale “Mazzoni”, accertando la responsabilità indiretta dell’azienda sanitaria per carenze nelle misure di sicurezza. Un precedente giuridico importante che, secondo il sindacato, dimostra come la tutela degli operatori debba diventare una priorità concreta.
La giornata del 12 marzo vuole quindi essere non solo un momento simbolico, ma anche un’occasione per ribadire la necessità di garantire sicurezza, dignità e rispetto a chi ogni giorno lavora per la salute dei cittadini. «Chi indossa una divisa per assistere gli altri – conclude Pelosi – non può e non deve diventare il bersaglio delle frustrazioni altrui».
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