Truffa del finto carabiniere: sventato il raggiro a una coppia di anziani

DENUNCIATO un uomo di circa 50 anni. Decisivo l’intervento anche della figlia della coppia rientrata a casa giusto in tempo. I due ultraottantenni e il presunto coinvolgimento della loro auto in una rapina consumata a San Benedetto. L’uomo è stato poi sorpreso nel parcheggio di un centro commerciale. Il vademecum e i consigli/raccomandazioni dell’Arma dei carabinieri
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Lotta alle truffe. I carabinieri di Fermo hanno denunciato un uomo di circa 50 anni, originario della Campania e già noto alle forze dell’ordine. L’accusa nei suoi confronti è di tentata truffa aggravata ai danni di una coppia di anziani coniugi.

 

La ricostruzione dei fatti ha evidenziato una consolidata e ben orchestrata tecnica criminale: la truffa è stata anticipata da una telefonata con cui un sedicente maresciallo dei carabinieri ha informato gli ignari interlocutori, due coniugi ultraottantenni, del presunto coinvolgimento della loro autovettura in una rapina che era stata consumata a San Benedetto del Tronto.

 

Il falso maresciallo ha invitato i due anziani a recarsi presso la locale caserma dei Carabinieri per chiarire la loro posizione. Subito dopo, il truffatore si è presentato presso l’abitazione della coppia. L’anziana donna, nel frattempo, ha seguito le istruzioni telefoniche di un altro interlocutore, preparando dei monili in oro da consegnare a un finto carabiniere, con il pretesto che sarebbero serviti per un confronto con l’oro oggetto della rapina.

 

Fortunatamente, nel momento in cui il truffatore si apprestava a entrare in casa, è rientrata anche la figlia dei coniugi. Dopo aver cercato invano di giustificare la sua presenza con il pretesto di dover eseguire un sopralluogo, il malvivente si è dato alla fuga a bordo di un’auto. Grazie alla meticolosa attività dei carabinieri, l’auto è stata rintracciata poco dopo nei pressi di un centro commerciale di Fermo. A bordo è stato trovato l’uomo  che è stato così denunciato.

 

Le truffe sono un fenomeno molto diffuso e prendono di mira soprattutto le persone fragili o anziane, lasciando in loro dei segni indelebili. Oltre al danno economico e al trauma psicologico dell’invasione del proprio spazio, le vittime subiscono, infatti, anche il senso di colpa di essere stati raggirati. I truffatori approfittano proprio della sensibilità emotiva e della fragilità fisica degli anziani per conquistarne la fiducia, con i metodi più disparati.

 

Per non cadere in questi raggiri, spesso è sufficiente prendere alcune precauzioni. Già da tempo l’Arma ha adottato numerose iniziative di sensibilizzazione, pubblicando sul proprio sito istituzionale (clicca qui) consigli utili e vademecum per informare la cittadinanza su questo odioso fenomeno, che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione. In tale contesto, le attività investigative sul territorio hanno assunto un’importanza fondamentale. La prontezza d’intervento, spesso innescata dalla collaborazione e dalle segnalazioni dei cittadini, permette di individuare e contrastare l’azione di questi autori spregiudicati, interrompendo la loro catena criminale prima che il danno sia compiuto.

 

I principali scenari elaborati dall’Arma dei Carabinieri, riferiti ai più diffusi metodi di truffa. Il finto carabiniere/avvocato: i malviventi telefonano dicendo che un parente ha causato un incidente e necessita di denaro o oro per una cauzione onde evitare l’arresto. La targa clonata: una variante recente prevede una chiamata in cui si avvisa che l’auto dell’anziano è stata usata in una rapina, chiedendo di consegnare preziosi a un finto collega che passerà a casa.

 

I più efficaci consigli  dei Carabinieri per evitare di restare vittime di questi criminali sono: non aprire la porta a sconosciuti; i veri carabinieri non chiedono mai denaro o oro a domicilio; in caso di sospetto, contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112 o la stazione  più vicina.

 

Poi, non dare confidenza telefonica e, se si è soli, interrompere la chiamata e chiamare un familiare (in caso di persone che si presentano come parenti e vi chiedono denaro, prendete tempo e chiamate il numero unico di emergenza 112 o un parente); se hai fatto entrare sconosciuti in casa, non farti distrarre e, senza perdere la calma, invitali con decisione ad uscire; ricorda che nessun ente o società manda i propri dipendenti in visita a domicilio per riscuotere pagamenti – tutte le aziende di servizi (gas, luce, acqua e telefono) annunciano sempre il loro arrivo con avvisi al condominio, comunicati molto tempo prima; Non condividere telefonicamente i dati personali né quelli di accesso al conto corrente.


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