
Roberto Boscaglia
di Pier Paolo Flammini
L’obbligo di vincere, perché dobbiamo tenere dietro chi è alle nostre spalle e sperare di guadagnare qualcosa su chi ci precede, anche se questo non dipende da noi: a fine partite guarderemo i risultati delle altre. È sempre pacato mister Boscaglia, alla vigilia di Samb-Pontedera, gara che i rossoblù devono per forza vincere, per la classifica e per regalare una gioia casalinga che in campionato manca dal 28 settembre (4-2 alla Juve Next Gen) e in assoluto dal derby di Coppa Italia del 29 ottobre (2-1). Dopo i gol di Sbaffo e Konate, insomma, solo amarezze per Eusepi e compagni.
Boscaglia giocherà senza Lepri, il cui infortunio alla spalla contro l’Arezzo costringerà il difensore di proprietà della Reggiana a saltare tutto il resto del campionato, eventuali playout compresi, e senza Parigini, che è sempre alle prese con problemi alla spalla per la caduta a Terni. L’esterno potrà tornare disponibile però forse già a Pesaro.
L’assenza di Lepri costringerà il mister a inserire in difesa probabilmente Zini, insieme a Dalmazzi e Pezzola: «Abbiamo un assetto definito, solido, e non possiamo stravolgerlo rischiando di ricominciare daccapo», afferma l’allenatore siciliano, che dunque non abbandonerà il collaudato 3-5-2. Con Piccoli esterno sinistro e probabilmente Marranzino a destra. L’alternativa sarebbe l’inserimento di Zoboletti in difesa e il mantenimento di Zini come esterno destro. In mediana probabilmente il trio Maspero-Candellori-Touré, in attacco, in partenza, Eusepi e Semprini.
Si inizia alle 20,30, Curva Nord sold out (l’ennesimo stagionale). Il Pontedera è matematicamente retrocesso, non vince da 22 partite e mister Braglia, arrivato in Toscana, non ha mai vinto in 10 gare.
Ma una battuta Boscaglia se la concede anche sul “caso Ternana“, che ha dominato la cronaca degli ultimi giorni. Prima glissando: «Questa è la politica del calcio, io mi occupo di altro e non mi interessa», poi aggiungendo: «Dico solo che anche io posso fare il presidente di una società di Serie C: acquisto i migliori calciatori poi non li pago». Amara verità.
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