San Giacomo della Marca, partiti i lavori di restauro: oltre 6 milioni per il santuario (Video)

MONTEPRANDONE - Il sindaco Loggi evidenzia il valore religioso e turistico del sito, mentre il progetto post sisma punta su sicurezza, consolidamento e valorizzazione del patrimonio artistico. Durata prevista i circa 2 anni. Il punto del commissario alla ricostruzione Castelli
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Il punto del sindaco Loggi e del commissario Castelli

 

di Emanuela Voltattorni

 

Un intervento atteso da anni prende finalmente il via: il santuario dedicato a San Giacomo della Marca sarà interessato da un importante progetto di riqualificazione, per un investimento complessivo superiore ai 6 milioni di euro finanziato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e una durata prevista di circa due anni.

Il cantiere

 

Il sindaco Sergio Loggi ha sottolineato il ruolo centrale del complesso nel panorama religioso e culturale del territorio.

 

«Oggi, dopo Loreto e San Gabriele, quello di San Giacomo è tra i santuari più frequentati con numeri importanti sia per il pellegrinaggio sia per il turismo religioso – dichiara – . Ogni anno richiama numerosi pellegrini e alimenta un significativo flusso di turismo religioso, sostenuto anche dal Museo dei Codici di San Giacomo, nel centro storico. Nel corso di quest’anno il museo ha registrato quasi 4mila presenze, un dato rilevante per una realtà del territorio. L’obiettivo è continuare a valorizzare e far conoscere sempre di più la figura di San Giacomo della Marca, profondamente legata alle Marche ma anche di respiro europeo, avendo attraversato il continente a piedi nella sua instancabile opera di predicazione».

 

L’ingegnere Daniele Guidotti ha illustrato un intervento ampio e articolato, che comprenderà il consolidamento delle fondazioni, il recupero di murature, volte e coperture, opere di messa in sicurezza e adeguamento, interventi contro l’umidità, il restauro del ciclo pittorico seicentesco del chiostro e il recupero degli spazi museali. Dal decreto sono passate sono due settimane dall’inizio dei lavori che sono stati appaltati alla ditta Gaspari.

 

A inquadrare l’opera nel contesto della ricostruzione è stato il commissario Guido Castelli, che ha ricordato come il complesso abbia subito danni significativi a seguito del terremoto del centro Italia del 2016. «Questo intervento – spiega – non è solo riparazione, ma anche un’occasione per migliorare la sicurezza e la qualità del patrimonio, nel rispetto dei vincoli storici».

 

Castelli infine richiama il valore più ampio della tradizione francescana legata al territorio.

 

«Vale la pena ricordare che fu proprio l’Ordine dei Frati Minori, “figli” di San Bernardino da Siena  ad affrontare e in parte risolvere una questione tutt’altro che secondaria: quella del credito – conclude -. A loro si deve infatti l’intuizione e la promozione dei Monti di Pietà, nati per contrastare l’usura e offrire un sostegno concreto ai più deboli. Grazie a San Bernardino, il Beato Marco da Montegallo, e il contributo di San Giacomo, proprio ad Ascoli Piceno, nel 1458, fu costituito il primo Monte di Pietà. Non lo diciamo mai».

 

 

 


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