Donoma verso la chiusura, al suo posto 60-80 appartamenti: «Speriamo ancora in una proroga»

DALLE MARCHE - Contratto scaduto tra la società che gestisce la discoteca e i proprietari dell'immobile: se non verrà rinnovato, il 30 aprile si chiude e si va verso lo sgombero. Il titolare Angelini: «A rischio 40-50 posti di lavoro, stiamo cercando altre soluzioni tra cui Porto Sant'Elpidio. Per la città sarà una perdita enorme»
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Il Donoma

 

di Laura Boccanera

 

Donoma verso l’addio a via Mazzini. Sta per concludersi (salvo colpi di scena) l’avventura della discoteca di Civitanova a 13 anni dall’apertura. Scaduto il contratto con la proprietà del locale, infatti, da fine maggio potrebbe partire lo sgombero.

 

Non è un mistero che da tempo i proprietari di quello spazio che fu il cinema Adriatico, Massimo ed Emanuela Torresi, stavano valutando alternative per la realizzazione di appartamenti e di un vasto complesso immobiliare. Si parla di almeno 60/80 nuovi appartamenti che potrebbero essere realizzati in tutta l’area, che per cubatura è immensa.

 

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Il proprietario del Donoma, Daniele Maria Angelini, ha richiesto un ulteriore incontro dopo la scadenza del contratto per verificare se vi siano le condizioni per proseguire, almeno fino a quando non si realizzerà il progetto immobiliare.

 

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Daniele Maria Angelini

«Abbiamo richiesto alla famiglia Torresi un incontro – fa sapere Angelini – il contratto è scaduto da un anno, ma volevamo valutare se c’è la possibilità di una proroga, almeno fino a quando non ci sarà una svolta e qualche società non si farà avanti per la realizzazione degli appartamenti. Fino al 30 aprile il Donoma sarà regolarmente aperto e proseguiremo a fare le nostre serate, ovviamente c’è preoccupazione soprattutto per le persone che lavorano con noi, parliamo di 40/50 persone che si ritroveranno senza prospettive certe. Ancora non ci hanno fatto sapere».

 

Se, come pare, la proprietà però sembra intenzionata a non andare avanti con l’affitto al Donoma, dal 30 aprile Angelini avrà 40 giorni di tempo per sgomberare i locali. «Saranno contenti ora tutti quelli che hanno lottato per fare in modo di mandarci via. Indubbiamente sarà un passaggio delicato perché il Donoma comunque è un locale conosciuto in tutta Italia, capace di attrarre tantissima gente e che ha portato benefici a Civitanova. Un locale così in centro permetteva ai ragazzi di non spostarsi per andare a ballare, indubbiamente cambierà la storia della città ed è un peccato perdere uno spazio così. Noi stiamo valutando soluzione alternative per non farlo morire e stiamo cercando locali che possano essere adatti ad ospitare le attrezzature che abbiamo. Non è detto che se non lo trovassimo a Civitanova non possiamo spostarci a Porto Sant’Elpidio dove pure c’è un casello autostradale e potrebbe essere l’avvio di una seconda storia per il Donoma».

 

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L’inaugurazione del Donoma nel 2013 in uno scatto di Ciro Lazzarini. Daniele Maria Angelini era presente come presidente del consiglio comunale

La discoteca è stata aperta nel 2013 su iniziativa degli imprenditori Longhi e Lattanzi ed è stata a lungo gestita dalla famiglia Ascani, fino a quando nel 2021 l’ha rilevata prima e acquistata poi all’asta (brand e attrezzature) Daniele Maria Angelini.

 

I locali sono quelli dello storico cinema Adriatico, una superficie di 1400 metri quadrati che era stata trasformata negli anni 2000 in un disco club, il Taboo. Ma è dal 2013 che il Donoma ha cambiato l’aspetto di Civitanova in quella che è oggi. Ha fatto da pioniera a tantissimi locali che sono stati aperti in seguito, sia discoteche che club, trasformando la città nella capitale della movida notturna marchigiana.


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