Vendeva online migliaia di prodotti contraffatti: sequestrato opificio nel Piceno, 779 acquirenti sanzionati

L'INDAGINE della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha portato alla scoperta di un laboratorio specializzato nella produzione di patch con marchi falsi. Condannato il titolare, multe per circa 470mila euro ai clienti individuati in tutta Italia
...

 

Un’impresa del Piceno dedita alla produzione e alla vendita online di articoli contraffatti è stata scoperta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Ascoli Piceno al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo.

 

L’operazione ha consentito di sequestrare un vero e proprio opificio utilizzato per la realizzazione di patch contraffatte recanti i marchi di alcune delle più note firme della moda internazionale e di individuare 779 acquirenti in tutta Italia, successivamente sanzionati amministrativamente.

 

L’indagine è partita dal monitoraggio delle principali piattaforme di commercio elettronico effettuato dai militari della Compagnia di San Benedetto del Tronto. Gli accertamenti hanno permesso di individuare un’impresa individuale che, attraverso Ebay e Vinted, aveva commercializzato circa 17 mila patch contraffatte riconducibili a brand come Nike, Armani, Balenciaga, Louis Vuitton, Blauer e Levi’s, destinate ad essere applicate su capi di abbigliamento.

 

I successivi approfondimenti investigativi hanno portato alla denuncia del titolare dell’attività per i reati di contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi e per la relativa aggravante prevista dal Codice Penale.

 

Nel corso della perquisizione presso i locali nella disponibilità dell’impresa, i finanzieri hanno sequestrato due sofisticati macchinari utilizzati per la produzione delle patch e circa 800 articoli già pronti per essere immessi sul mercato.

 

Il procedimento penale, conclusosi in primo grado con rito abbreviato, ha portato alla condanna del titolare dell’attività a otto mesi di reclusione e al pagamento di una multa, fermo restando che la sentenza segue l’iter previsto dall’ordinamento giudiziario.

 

L’attività investigativa è proseguita con l’analisi del materiale informatico sequestrato, effettuata dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ascoli Piceno. Grazie alle attività di “computer forensics” e data analysis è stato possibile ricostruire la rete delle vendite e identificare 779 persone che avevano acquistato le patch contraffatte a prezzi particolarmente contenuti.

 

Per gli acquirenti sono scattate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 470 mila euro, in applicazione della normativa che punisce l’acquisto di beni che, per qualità, provenienza o prezzo, possano far presumere la violazione delle norme sulla proprietà industriale e sull’origine dei prodotti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X