Entrano nel vivo i lavori di riparazione e miglioramento sismico della chiesa di San Paolo Apostolo di Force, uno degli edifici simbolo del paese, reso inagibile dal terremoto del 2016. L’intervento, promosso dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, può contare su un finanziamento complessivo di 540 mila euro, dei quali l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha già liquidato una prima tranche pari a 146.611 euro.

 

La chiesa, edificata sulle fondamenta di una costruzione risalente al XII secolo, conserva importanti testimonianze storiche e artistiche, che saranno preservate nel corso dell’intervento insieme all’apparato decorativo interno.

 

«Un altro tassello del nostro ricco patrimonio di edilizia religiosa sta per tornare a splendere – afferma il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. L’opera di riparazione è articolata, proprio per la vastità e il valore storico di questi beni. Ringrazio quindi, oltre alla Diocesi, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli per quanto fatto fino ad ora e per quanto ancora verrà realizzato in tal senso».

Chiesa di San Paolo di Force (Foto sito della struttura commissariale)

 

Soddisfatto anche il sindaco di Force, Amedeo Lupi: «A nome dell’intera comunità esprimo profonda gratitudine al Commissario straordinario per la Ricostruzione, al personale dell’Usr, a Sua Eccellenza il Vescovo, al parroco e a tutti gli uffici comunali. Grazie al lavoro di squadra e alla collaborazione istituzionale siamo riusciti a raggiungere questo importante risultato. Per Force la chiesa di San Paolo rappresenta molto più di un luogo di culto: è la chiesa del nostro Santo Patrono e custodisce un altissimo valore religioso, storico e paesaggistico che appartiene all’identità della nostra comunità».

 

Le indagini tecniche hanno evidenziato le maggiori criticità nella torre campanaria, interessata da lesioni e distacchi, oltre a diffuse fessurazioni sulle murature della navata e sull’arco trionfale. Il progetto è stato impostato seguendo il principio del minimo intervento, con opere di rinforzo collocate nelle parti non visibili o prive di decorazioni, così da preservare il valore storico-artistico dell’edificio.

 

I lavori comprenderanno il consolidamento del campanile e delle murature, il rinforzo della navata, il miglioramento sismico della copertura e della facciata mediante l’inserimento di nuove catene, elementi in acciaio e sistemi di protezione per aumentare la stabilità della struttura. Parallelamente sono stati messi in sicurezza, o trasferiti in depositi idonei d’intesa con la Soprintendenza, tutti i beni storico-artistici custoditi nella chiesa, tra cui la tela settecentesca della Conversione di San Paolo del pittore ascolano Nicola Monti, gli altari barocchi, i confessionali lignei e gli affreschi del XVI secolo.

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