C’è una classifica poco onorevole nella quale la Sambenedettese occupa il primo posto a livello nazionale. È quella contenuta nella prima relazione annuale della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, presentata nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati e dedicata allo stato di salute del calcio professionistico italiano.

Tifosi Samb

 

Il documento evidenzia come negli ultimi quarant’anni ben 49 società professionistiche siano fallite da due a sei volte, attraversando una spirale fatta di dissesti economici, rifondazioni, promozioni e nuovi crack finanziari. Tra la stagione 1986-87 e la stagione 2025-26 si sono registrati complessivamente 218 casi tra esclusioni, mancate iscrizioni e fallimenti, con la Serie C che rappresenta oltre il 91% del totale.

 

In cima alla graduatoria figura proprio la Samb, che condivide il primato con il Taranto. Per i rossoblù la Commissione censisce sei fallimenti avvenuti negli anni 1994, 2006, 2009, 2013, 2021 e 2023. Sei episodi che raccontano una storia calcistica fatta di continue rinascite, ma anche di una fragilità societaria che ha accompagnato il club rivierasco per decenni.

 

Alle spalle di Samb e Taranto si trovano Campobasso, Potenza e Varese, tutte con cinque fallimenti censiti. Con quattro procedure di dissesto figurano invece Cosenza, Lucchese, Rimini, Brindisi, Sassari Torres e Treviso, società che hanno anch’esse conosciuto ripetute crisi finanziarie nel corso degli anni. Curiosità. Nella lista c’è anche il Como, fallito due volte nel 2014 e nel 2016: dieci anni dopo la squadra si trova a giocare la Champions League.

 

La relazione sottolinea come il fenomeno dei fallimenti seriali rappresenti uno degli indicatori più evidenti della fragilità strutturale del calcio professionistico italiano. Non a caso il presidente della Commissione, Massimiliano Atelli, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di controllo economico e di vigilanza, soprattutto nei campionati minori, dove si concentra la quasi totalità delle crisi societarie.

 

Per il territorio piceno emerge anche un altro dato significativo: nella graduatoria delle 49 società professionistiche fallite più volte non compare l’Ascoli Calcio, assente dall’elenco elaborato dalla Commissione. Un elemento che distingue la storia recente del club bianconero da quella della Sambenedettese, pur in presenza di periodi complessi vissuti da entrambe le realtà sportive.

 

La presenza della Sambenedettese al vertice di questa particolare classifica certifica dunque un record che nessun tifoso vorrebbe vantare, ma che allo stesso tempo testimonia la straordinaria capacità della piazza di rialzarsi dopo ogni crisi e di riportare più volte il club nel calcio professionistico.

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