Cosa fare quando qualcuno chiede aiuto tra le onde? Come si riconosce una situazione di pericolo? E, soprattutto, come si può evitare che quell’emergenza accada? Ieri mattina, sulla spiaggia di San Benedetto, a rispondere a queste domande sono stati proprio loro: i bambini. Prima spettatori, poi piccoli protagonisti di una lezione di sicurezza balneare trasformata in spettacolo, con tanto di salvataggi in mare, rianimazioni, cani-bagnino e interventi della Guardia Costiera.
È andata in scena così la XXII edizione di “Papà ti salvo io”, organizzata dalla Società Nazionale Salvamento – Riviera delle Palme nello spazio compreso tra le concessioni Stella Marina e Miramare Beach. Una mattinata nella quale il gioco è diventato uno strumento per trasmettere ai più piccoli le dieci regole per un bagno sicuro e avvicinarli ai valori della prevenzione, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente marino.
Tra due ali di folla si sono sviluppate le dimostrazioni di salvamento, effettuate con diverse tecniche e da più professionisti del settore. Davanti al loro leader, Luca Buttafoco, gli “angeli in maglietta rossa” hanno dato un saggio delle loro capacità, recuperando persone che simulavano di essere in difficoltà tra le onde. Gli interventi sono stati effettuati con il pattino, a nuoto e anche attraverso la tavola Sup-Surf Rescue, governata dal super-bagnino Dario Kercuku. I bagnini hanno inoltre simulato una rianimazione attraverso l’utilizzo del defibrillatore DAE.
Mentre a coordinare le operazioni della Guardia Costiera è stato il tenente di vascello Michele Bafunno. Due i mezzi nautici impegnati nella simulazione, con altrettanti rescue-swimmers, operatori appositamente formati per il salvataggio delle persone in acqua.
Poi è arrivato il momento più atteso dai bambini: quello dei “bau-baywatch”. I protagonisti sono stati gli operatori cinofili della Sics, la Scuola italiana cani salvataggio, che hanno dato prova delle loro capacità nel recupero delle persone in difficoltà. In acqua sono entrati Marco Cannelli con Era e Manuela Di Pancrazio con Zoe. Una volta terminato il loro «lavoro», i due cani si sono concessi volentieri agli abbracci e alle foto-ricordo con i tanti bambini, letteralmente in visibilio.
Prima delle dimostrazioni pratiche c’è stato spazio anche per una lezione teorica, con i bambini seduti ad ascoltare il comandante della locale Guardia Costiera, Giuseppe Quattrocchi, e il coordinatore dei baywatch sambenedettesi, Gianluigi Marinangeli. In maniera coinvolgente sono state illustrate alcune delle principali regole della sicurezza balneare, a cominciare dal significato delle bandiere — rossa, gialla e verde — che segnalano le condizioni di balneabilità e sicurezza del litorale. Il comandante Quattrocchi ha inoltre ricordato l’importanza del 1530, il numero blu da utilizzare per le emergenze in mare.
Marinangeli ha invece dispensato un consiglio prezioso ai genitori e, più in generale, a chiunque accompagni bambini in spiaggia: insegnare loro a memoria il nome dello chalet nel quale si trovano oppure, ancora più semplicemente, il numero della concessione balneare. In caso di necessità, infatti, il piccolo potrebbe fornire ai soccorritori un punto di riferimento fondamentale. Un accorgimento semplice per ridurre al minimo i disagi legati agli smarrimenti in spiaggia, fenomeno purtroppo molto frequente anche quest’estate.
L’iniziativa è promossa dalla Società Nazionale Salvamento – Sezione Riviera delle Palme ODV, con la collaborazione della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera, della Sics (Scuola italiana cani salvataggio), dell’Asd Safe Beach e della Cooperativa Bagnini di Salvataggio. Un lavoro di squadra finalizzato a educare i più piccoli alla prevenzione, alla sicurezza in mare e al rispetto dell’ambiente.
Ai bambini presenti sono stati inoltre consegnati gratuitamente i kit della manifestazione, con maglietta, cappellino, portachiavi e soprattutto il materiale dedicato alle dieci regole per un bagno sicuro. Un piccolo corredo pensato per portare la lezione anche fuori dalla spiaggia e trasformare i bambini in ambasciatori della sicurezza tra amici e familiari.
Perché è proprio questo lo spirito di «Papà ti salvo io»: insegnare attraverso il gioco comportamenti semplici, ma fondamentali. E se a imparare sono i più piccoli, il messaggio finisce inevitabilmente per arrivare anche agli adulti: il mare è una risorsa straordinaria, ma va vissuto con consapevolezza, prudenza e rispetto.





















