
La presentazione del nuovo regolamento. Sara Brunone, Laura Trontini, Marco Fioravanti, Alessandra Bruni e Milena Coccia
Un cambiamento atteso da anni, ad Ascoli, in un contesto cittadino in cui varie forme di commercio avevano nel tempo ceduto il passo agli acquisti online e nel quale, invece, erano cresciute sempre di più le attività legate al food. Un settore il cui sovrannumero e il non sempre elevato livello qualitativo delle proposte, oltre a non rendere giustizia al prestigio del contesto storico, aveva scontentato i titolari di pizzerie, bar e ristoranti operativi da tempo.

Laura Trontini e Marco Fioravanti
Ora, alla luce dei cambiamenti del mercato ma anche dell’esigenza di tutelare la parte più antica della città, l’Arengo ha approvato in giunta un nuovo regolamento sul commercio nel centro storico, prossimo a passare al voto del Consiglio comunale.
L’obiettivo sarà quello di governare con maggiore attenzione le nuove aperture, puntando sulla qualità, sulla diversificazione dell’offerta, sul decoro delle attività, sulla tutela del patrimonio storico e sulla valorizzazione dei prodotti del territorio, con particolare attenzione alla tradizione locale e al cibo italiano riconosciuto dall’Unesco. Saranno comunque ben accolte anche proposte di cucina internazionale capaci di aumentare la qualità e la varietà dell’offerta, così come progetti commerciali ritenuti originali, riconoscibili e in grado di generare valore aggiunto per Ascoli e il suo contesto urbano.
L’iniziativa, illustrata oggi 17 settembre nella sala Ceci dal sindaco Marco Fioravanti, dall’assessore al commercio Laura Trontini e dalla dirigente comunale Milena Coccia, sarà ora messa alla prova e valutata dall’amministrazione comunale, trattandosi di un progetto pilota della durata di 12 mesi, prorogabile per un ulteriore anno.

La mappa della zona interessata
Il provvedimento prevede che nel perimetro principale della città, comprendente piazza Ventidio Basso, via Cairoli, via del Trivio, piazza Roma, piazza Arringo, piazza Viola e corso Trento e Trieste, vengano introdotte limitazioni per l’apertura di nuove attività commerciali considerate poco coerenti con la funzione e il pregio dell’ambiente circostante.
Tali valutazioni non riguarderanno soltanto il settore food, ma anche altre attività ritenute poco compatibili con il centro storico. Le limitazioni interesseranno quindi non solo le categorie che somministrano alimenti e bevande o svolgono commercio e artigianato alimentare, ma anche distributori automatici, attività di cambio valuta, phone center e internet point, compro oro e luoghi destinati a scommesse e giochi con vincite in denaro.
Durante l’incontro il sindaco ha evidenziato come la misura non comporti un divieto assoluto all’apertura di nuovi locali dedicati alla ristorazione. Al contrario, potranno essere autorizzate attività riconducibili ai cosiddetti “progetti speciali, accompagnate da proposte capaci di offrire elementi distintivi e qualificanti.
Il progetto, alla cui presentazione hanno partecipato anche la presidente della Wap Sara Brunone e la presidente di Confcommercio Alessandra Bruni, sottolinea come, per attrarre visitatori e valorizzare l’immagine della città, sia indispensabile puntare sul decoro degli esercizi presenti.
Un principio che impegnerà i titolari delle attività commerciali a curare i propri locali e gli spazi antistanti. La merce non potrà più essere esposta direttamente a terra né appoggiata o appesa a colonne, muri, loggiati o monumenti. Inoltre, supporti e dispositivi visivi invasivi, come monitor, videowall o schermi luminosi, potranno essere collocati esclusivamente all’interno delle vetrine.
«Il centro storico non deve essere monotematico, a beneficio di una concentrazione eccessiva della stessa tipologia di attività, ma deve creare un mix commerciale più equilibrato, nel quale convivano ristorazione, tradizione, attività non food, negozi storici e nuove proposte di qualità», ha dichiarato il sindaco Fioravanti.
Il regolamento prevede inoltre il divieto di lasciare cartoni e altri materiali legati alla vendita davanti agli esercizi. Saranno introdotti obblighi anche per i locali sfitti e inattivi: i proprietari dovranno mantenere pulite serrande, vetrine e porte d’ingresso, eliminando affissioni non autorizzate e ogni altra forma di degrado.
«Una maggiore diversificazione mira anche a produrre attrattività turistica, una permanenza più lunga dei visitatori, un incremento del valore commerciale delle vie centrali, maggiore decoro e una migliore percezione della sicurezza», ha aggiunto l’assessore Laura Trontini.
Le nuove limitazioni non saranno applicate alle pratiche già presentate al Suap o al Sue prima dell’entrata in vigore del regolamento.














