La surroga di Diana Paoletti diventa l’occasione per un confronto politico più ampio sul funzionamento dell’amministrazione comunale di Castel di Lama. Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, l’assemblea ha preso atto delle dimissioni irrevocabili e immediate della consigliera di maggioranza, presentate l’8 settembre, e ha proceduto alla sua sostituzione con Giorgia Felicioni, giovane esponente della lista Avanti così.

La seduta del Consiglio

 

A Felicioni sono arrivati gli auguri dell’intero Consiglio, insieme all’auspicio che il suo ingresso possa rappresentare un’occasione per dare voce alle nuove generazioni.

 

La seduta, articolata in sei punti all’ordine del giorno, ha però avuto come principale elemento di confronto politico proprio l’uscita di Paoletti. Se la maggioranza ha scelto di procedere con la surroga e guardare avanti, dai banchi dell’opposizione è arrivata una lettura diversa: le dimissioni, e soprattutto le motivazioni contenute nella lettera della consigliera, non possono essere considerate soltanto un passaggio amministrativo.

 

Ad aprire gli interventi è stata Alessandra Egidi, del Partito Democratico, che dopo aver salutato la nuova consigliera ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto da Paoletti, chiedendo però una riflessione politica sulle ragioni che hanno portato alle sue dimissioni.

 

«La seconda dimissione dopo Gabriele Gagliardi ci deve far riflettere», è stato il senso dell’intervento di Egidi, che ha richiamato anche il precedente incarico di Paoletti come assessore, assunto nel dicembre 2025, prima del successivo passaggio in Consiglio.

 

Il tema sollevato dall’opposizione riguarda in particolare il sistema di rotazione degli incarichi in Giunta. Secondo Egidi, nove mesi non sarebbero necessariamente sufficienti per acquisire pienamente le competenze, costruire rapporti con gli uffici e sviluppare un’azione amministrativa efficace.

 

«Amministrare un Comune non sono premi da distribuire e non sono stage formativi», ha affermato la consigliera, sostenendo che la rotazione avrebbe dovuto favorire una maggiore condivisione e valorizzazione delle competenze. Nel suo intervento Egidi ha quindi richiamato i contenuti della lettera di dimissioni di Paoletti, con particolare riferimento alle critiche sul metodo decisionale, sulla partecipazione e sulla condivisione delle scelte.

 

Per la consigliera di opposizione, il punto non sarebbe soltanto la posizione personale di Paoletti, ma il funzionamento complessivo della maggioranza. «Quando una critica arriva da un consigliere di maggioranza non è propaganda», è stato il ragionamento, accompagnato dalla richiesta al sindaco Mauro Bochicchio di chiarire se l’attuale modello di rotazione abbia effettivamente prodotto una maggiore diffusione delle competenze e una più ampia partecipazione alle decisioni.

L’opposizione

 

Sulla stessa vicenda è intervenuto il consigliere Tiziano Oddi, secondo il quale le questioni sollevate da Paoletti erano già state evidenziate in precedenza dall’opposizione.

 

Trasparenza, condivisione delle scelte, dialogo con i cittadini e capacità di accogliere le critiche sono stati i principali temi richiamati dal consigliere. Oddi ha parlato di una distanza tra il metodo adottato dall’amministrazione e quello proposto dalle minoranze, definendo le dimissioni di Paoletti «un’occasione persa». Pur criticando la scelta di lasciare il Consiglio, Oddi ha riconosciuto l’impegno mostrato da Paoletti nei periodi in cui ha avuto la possibilità di partecipare attivamente all’attività amministrativa.

 

Più netto l’intervento di Ersilio Corradetti, che ha dichiarato di non essere sorpreso dalle dimissioni, ricordando i malumori già emersi in occasione della precedente rinuncia di Paoletti all’incarico di assessore.

 

Corradetti ha rilanciato alcune delle questioni contenute nella lettera della consigliera dimissionaria, sostenendo che l’opposizione avesse già sollevato nel corso della consiliatura dubbi sulla gestione della Giunta e sulla condivisione delle decisioni.

 

Il consigliere ha inoltre sostenuto che la permanenza in Consiglio di Paoletti e del precedente consigliere dimissionario Gagliardi avrebbe potuto modificare gli equilibri dell’assemblea, pur precisando di non condividere la loro scelta di lasciare l’incarico.

 

Nel finale del suo intervento Corradetti ha allargato il quadro alle dimissioni di due responsabili di area del Comune, quella finanziaria e quella della Polizia locale. «Quattro dimissioni, due consiliari e due capi area, sono un segno tangibile di una maggioranza che deve riflettere», ha affermato, rivolgendosi direttamente alla maggioranza.

 

Nel corso della seduta il Consiglio comunale ha affrontato anche altri temi di interesse sociale. È stata approvata all’unanimità la mozione presentata dal capogruppo di maggioranza Domenico Angelini sul riconoscimento giuridico, sociale ed economico del lavoro svolto dal caregiver familiare.

A destra la nuova consigliera Felicioni

 

Un voto unanime che ha portato all’attenzione dell’assise il ruolo di chi, all’interno della famiglia, presta quotidianamente assistenza a persone non autosufficienti, svolgendo un’attività spesso gravosa e continuativa.

 

La mozione si inserisce nel più ampio dibattito sul riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari e sulla necessità di garantire loro adeguate forme di tutela e sostegno.

 

Il confronto sulla surroga di Diana Paoletti ha dunque assunto un significato più ampio rispetto al semplice adempimento amministrativo. L’opposizione ha chiesto alla maggioranza di interrogarsi sulle ragioni delle dimissioni e sulle critiche contenute nella lettera della consigliera, mentre il nuovo ingresso in Consiglio consente all’amministrazione di proseguire il proprio percorso istituzionale.

 

A rappresentare la nuova composizione dell’assemblea sarà ora Giorgia Felicioni, chiamata a raccogliere il testimone di Paoletti. Il suo ingresso arriva in un Consiglio comunale nel quale i temi della partecipazione, della condivisione delle scelte e degli equilibri politici continueranno a essere al centro del confronto.

 

A chiusura del dibattito è intervenuto il sindaco Mauro Bochicchio, che ha ribadito la bontà delle scelte compiute dall’amministrazione e della propria Giunta.

Il sindaco di Castel di Lama Mauro Bochicchio

 

Sul tema della rotazione degli incarichi, il primo cittadino ha respinto l’interpretazione secondo cui il sistema sarebbe stato adottato per «salvare le poltrone», ricordando che la rotazione degli assessori rientra nelle prerogative del sindaco e, a suo giudizio, nelle regole del funzionamento democratico dell’ente.

 

Bochicchio ha quindi rivendicato il percorso di confronto seguito durante la consiliatura: «Abbiamo fatto tante riunioni e tanti confronti. Questo, per quella che è la mia impressione, ha funzionato meglio». Il sindaco ha citato anche le «Giunte allargate», considerate uno strumento ulteriore di partecipazione e condivisione.

 

Più personale il passaggio dedicato a Diana Paoletti. Bochicchio ha detto di essere rimasto deluso sia dalle precedenti dimissioni dell’ex assessore sia da quelle successive da consigliera comunale, sottolineando anche le diverse modalità con cui le decisioni sono state comunicate.

Il sindaco ha poi evidenziato quella che, a suo giudizio, è stata una delle principali difficoltà nel rapporto con Paoletti: la mancanza di partecipazione alla vita del gruppo di maggioranza. «La Paoletti doveva vivere la maggioranza, vivere il gruppo», ha affermato Bochicchio, sottolineando come la consigliera non avesse partecipato alle riunioni del gruppo. Secondo il sindaco, proprio questa scarsa partecipazione avrebbe contribuito a un progressivo isolamento politico: «Una persona competente, che ci ha sempre dato spunti, si è isolata e non si è ritrovata nel gruppo, non è riuscita a fare squadra».

Una lettura, dunque, diversa da quella dell’opposizione, che ha invece interpretato le dimissioni come un segnale delle difficoltà nel metodo di governo e nella condivisione delle decisioni. Per Bochicchio, invece, la vicenda sarebbe stata determinata anche dalla difficoltà di Paoletti a integrarsi pienamente nel gruppo e a partecipare al lavoro collettivo della maggioranza.

Il sindaco ha infine spiegato di aver fatto una propria riflessione sul rapporto politico con Paoletti, ammettendo anche le proprie responsabilità: «L’esame di coscienza con Diana Paoletti l’ho fatto. Non sono riuscito più a parlarci. In politica è necessario smussare. Si sbaglia sempre in due, i miei errori li ho ammessi».

Dimissioni Paoletti, il Pd: «Segnale politico che non può essere ignorato»

Si dimette la consigliera Diana Paoletti: «Distanza ormai incolmabile dalla maggioranza»

© RIPRODUZIONE RISERVATA