Anziani storditi dalla canicola, che perdono l’orientamento sulla spiaggia e devono essere assistiti dai bagnini. È questo uno degli interventi più ricorrenti dell’estate 2026 per gli “angeli in canottiera rossa” che, dall’inizio della scorsa settimana, hanno concluso il servizio dopo una stagione particolarmente impegnativa. Un bilancio che racconta le difficoltà affrontate quotidianamente dai baywatch, ma che guarda già al futuro: mentre sulle spiagge vengono meno le torrette presidiate, infatti, riparte la formazione di nuove figure destinate a occuparsi di sicurezza e soccorso in acqua.

 

Ma procediamo con ordine. «Rispetto alla scorsa estate, il dato che balza più all’occhio è il numero di persone che hanno perso l’orientamento in spiaggia, dovendo poi ricorrere alla nostra assistenza. Non solo bambini, ma soprattutto anziani», spiega Luca Buttafoco, presidente della cooperativa che cura il servizio di salvamento in mare.

 

Episodi che, soprattutto nelle giornate più calde, si sono ripetuti con grande frequenza e che possono trasformarsi rapidamente in situazioni di pericolo. A rendere più efficaci le ricerche ha contribuito anche il sistema di comunicazione via walkie-talkie che collega le diverse torrette lungo il litorale, consentendo agli operatori di coordinarsi rapidamente quando qualcuno viene dato per disperso.

 

«Una tendenza nella quale hanno sicuramente inciso le condizioni climatiche – prosegue Buttafoco -. Anche per noi è stata un’estate sfiancante, con molti più operatori del solito che chiedevano riposi, per recuperare le forze dopo giornate passate sotto un sole opprimente. Fortunatamente abbiamo un buon serbatoio dal quale attingere, che ci ha consentito di pianificare il lavoro sempre nel migliore dei modi».

 

Baywatch sambenedettesi durante un’iniziativa di promozione della sicurezza in mare

Il caldo, però, non è stato l’unico problema. Durante l’alta stagione non sono mancati i comportamenti imprudenti dei bagnanti, nonostante i richiami degli addetti al salvamento. Tra le situazioni più frequenti, i tuffi dalle scogliere e le nuotate anche quando le condizioni del mare sconsigliavano di entrare in acqua. «Sono una minoranza, ma il dato può sempre essere migliorato, anche se in certi casi i nostri richiami servono a poco», sottolinea Buttafoco.

 

Una parte del problema riguarda anche chi trascorre in Riviera soltanto pochi giorni e tende a voler sfruttare comunque l’occasione per fare il bagno, anche quando il mare non presenta condizioni favorevoli. Un atteggiamento che gli operatori invitano a evitare, perché la prudenza resta il primo strumento di prevenzione.

 

Con la conclusione del servizio, gli chalet sono ora chiamati a segnalare ai bagnanti, attraverso appositi avvisi, l’assenza del presidio di salvamento. Ma la macchina della sicurezza in acqua non si ferma del tutto. Anzi, proprio nei giorni in cui si chiude una stagione, si comincia a preparare quella successiva.

 

La Società Nazionale di Salvamento Riviera delle Palme ha infatti aperto le iscrizioni al corso per Istruttore di Nuoto, con lezioni al via dal 25 settembre presso Grottammare Piscine. Il percorso è rivolto a persone di entrambi i sessi che abbiano compiuto 18 anni e non richiede una formazione agonistica, ma buone capacità natatorie.

 

Il programma comprende tecnica dei quattro stili, metodologia dell’insegnamento, elementi di pedagogia e comunicazione, gestione del gruppo e sicurezza in acqua. Previsto anche un tirocinio didattico accanto a istruttori esperti, per consentire ai partecipanti di mettere in pratica le competenze acquisite.

 

Una formazione che può aprire la strada a collaborazioni con associazioni sportive dilettantistiche, piscine pubbliche e private, centri sportivi e realtà impegnate nelle attività ricreative. E che si inserisce nel lavoro portato avanti dalla Società Nazionale di Salvamento anche sul fronte della formazione e della sicurezza in ambiente acquatico.

 

Così, mentre l’estate dei baywatch va in archivio, quella della sicurezza comincia già a preparare il prossimo capitolo.

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