di Franco De Marco
Mannaggia. Lo storico Carnevale ascolano, unico nel suo genere in Italia e nel mondo, festa collettiva di piazza, fatta di gag, macchiette, cabaret e vere performance teatrali sempre in chiave di sfrenata ironia, rischia quest’anno di non esplodere.
Le nuove e rigorose disposizioni del Ministero dell’Interno, per garantire la sicurezza nelle pubbliche manifestazioni, richiedono garanzie di Safety e Security non solo molto costose ma anche capaci di compromettere fisicamente il consueto rito. Auguriamoci, naturalmente, che gli appassionati dirigenti dell’associazione “Il Carnevale di Ascoli” riescano a trovare la “quadra” sia per quanto riguarda i costi sia per quanto riguarda l’agibilità fisica dei luoghi della festa, ovvero Piazza del Popolo in primo luogo, che però dovrebbe essere facilmente posta in sicurezza per la sua conformazione da salotto, Piazza Arringo, Piazza Simonetti, via Del Trivio e dintorni. Il ridimensionamento, se non peggio, è sicuro. Soprattutto se, come molto probabile, non si trovano le risorse economiche per garantire tutte le misure di sicurezza richieste.
Nella malaugurata ipotesi di dover “restringere” la manifestazione, vogliamo fare una proposta nel segno di “The show must go on”. Che ne dite di due appuntamenti nel Teatro Ventidio Basso, la domenica e il martedì, con sul palcoscenico le gag più rappresentative o comunque più compatibili? D’accordo, sarebbe una violenza allo spirito del Carnevale ascolano che vuole, come momento imprescindibile, la piazza e il dialogo diretto tra maschere e pubblico. Tuttavia, trasferendo nel Teatro Ventidio Basso, dove tutte le misure di sicurezza sono garantite, almeno una parte dell’evento, si offrirebbe alle maschere e al pubblico un palcoscenico diverso ma certamente prestigioso. Un vero Festival del cabaret carnevalesco. Salvare il salvabile è la parola d’ordine. Che ne dite?
Quello che preoccupa è soprattutto il fatto che le disposizioni del Ministero non sono provvisorie ma destinate a durare nel tempo. Guarda un po’ che bello scherzo del Ministero alla tradizione nostrana. Proprio quando, dopo i successi degli ultimi anni, sembrava che il Carnevale ascolano fosse avviato alla piena valorizzazione anche come occasione turistica, ecco la mazzata che non ti aspetti. Naturalmente il problema non riguarda solo il Carnevale ascolano ma tutte le manifestazioni all’aperto. Ormai si assiste comunemente, in tutta Italia, soprattutto in occasione di concerti all’aperto, a blocchi di cemento che impediscono l’accesso alle auto e ad accurati controlli all’entrata e all’uscita.
Tra le norme previste, ad esempio, ci sono: percorsi separati di accesso all’area e di deflusso del pubblico con indicazione dei varchi, piani di emergenza ed evacuazione, suddivisione in settori dell’area di affollamento, adeguato numero di operatori formati con compiti di accoglienza instradamento e regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, eccetera, eccetera. Tutto questo sicuramente a vantaggio della sicurezza ma non “calore” e della partecipazione agli spettacoli dal vivo. Il centro storico di Ascoli, al contrario di tante altre città, comunque, è molto più controllabile.














