«I vuoti lasciati dall’accelerazione dei processi di spopolamento si cristallizzano nell’infinito dopo-sisma tra i Monti Sibillini e la Laga. Sembrano mettere per iscritto il fallimento dell’impegno pubblico nella mancata ricostruzione e nel consolidamento della desertificazione delle aree interne del cratere. Nel frattempo i pochi spazi “pieni”, punte del modello di sviluppo imposto, assumono sempre più nettamente i contorni dell’esperienza urbana: infrastrutturazione iperbolica, economia turistica estrattiva, sfruttamento dei flussi, utilizzo scenografico del territorio etc. Mentre scema quasi completamente l’attenzione, gli spazi di manovra si restringono. Resta il tentativo contro-egemonico di destituire, disperdersi. Per tentare di contrattaccare dalle ultime posizioni rimaste».
Appuntamento dal 18 al 20 ottobre 2019, presso Fornara di Acquasanta. Per l’alloggio, sia per gli ospiti che per i partecipanti, ci sarà una struttura immersa nel Parco dei Monti della Laga. Ad occuparsi della cucina maestranze sapienti legate ai territori colpiti dal terremoto, tutti i prodotti verranno dalla filiera corta e – dove possibile – non certificata.
















