Il Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno

Diretto dal maestro Giovanni Farina, il Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli presenterà sabato 10 marzo (ore 21,15) all’Auditorium Neroni della Fondazione Carisap un appuntamento musicale dedicato al grande poeta del XX° secolo Federico Garcìa Lorca. La serata musicale (previsti altri brani di Manuel de Falla e Isaac Albèniz) desidera dare una visione che della cultura spagnola hanno avuto alcuni compositori di diversa estrazione. Nell’occasione il percorso di conoscenza della musica e della poesia di Federico Garcia Lorca si avvarrà della voce della chitarra classica di Claudio Marcotulli e della vocalità di alcuni solisti del Coro del Teatro Ventidio Basso: Carlo Bonelli, Nicolò La Farciola, Silvia Ottaviani, Niccolò Pelusi, Volha Shytsko e Roberta Sollazzo. Il tutto ovviamente raccontato in lingua spagnola ad un livello accessibile e con eventuali suggerimenti delle parole chiavi in lingua italiana. In particolare si cercherà di fare riferimento all’analisi delle capacità espressive e comunicative della musica e dell’autore dei testi, della sua relazione con il tragico momento storico spagnolo nonché delle aspettative artistiche e le diversità di alcuni giovani del tempo che dimoravano nella famosa Residencia de Estudiantes.

 

 

Il programma del concerto al centro dell’appuntamento musicale si incentra principalmente su una composizione di Mario Castelnuovo Tedesco ovvero di un italiano che ha assorbito più di molti altri lo spirito profondo della cultura iberica. L’inedito accostamento di coro e chitarra è congeniale all’autore Castelnuovo Tedesco il quale si sente evidentemente a proprio agio nel trattare la scrittura chitarristica in un contesto musicale cameristico. Il brano Romancero Gitano offre all’autore la possibilità di affidare alla chitarra un tappeto sonoro ideale su cui dipanare gli splendidi versi di Federico Garcìa Lorca che non sono tratti dalla raccolta di poesie El romancero gitano, come si potrebbe supporre, ma dalla raccolta Poema del Cante jondo del 1921/1925. Il materiale vocale è trattato in maniera madrigalistica e alla chitarra è affidato il compito di colorare armonicamente e ritmicamente i sette brani dell’opera 152 di Castelnuovo Tedesco. Infatti le melodie, i ritmi e le armonie tipici del cante jondo musicano i versi di Lorca con una naturalezza e una spontaneità sorprendenti. La suggestione di quest’opera, unica nel corpus chitarristico di Castelnuovo Tedesco, sembra affondare le sue radici in un remoto universo, dalla cui oscurità il compositore resuscita memorie arcane, con un atto che si potrebbe definire di convocazione medianica non meno che di creazione musicale. Nella prima parte del concerto si ascolteranno inoltre celebri canzoni spagnole per voce e chitarra e composizioni originali per chitarra sola, affidate al talento del Maestro Claudio Marcotulli, interprete di fama internazionale e uno dei chitarristi più interessanti della sua generazione.

Dopo questo appuntamento il Coro del Teatro Ventidio Basso – presieduto da Pietro Di Pietro – si esibirà il 12 aprile al Ventidio con la Sinfonia n. 9 in Re min Op. 125 di Ludwig van Beethoven (Orchestra Sinfonia Abruzzese, Direttore Pasquale Veleno), poi da luglio inizierà la trasferta a Pesaro per il “Rossini Opera Festival” con le due opere principali Ricciardo e Zoraide (Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Direttore Giacomo Sagripanti, Regia Marshall Pynkoski) e Il barbiere di Siviglia (Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Direttore Yves Abel, Regia Pierluigi Pizzi).

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