
Giorgio Fede
Giorgio Fede verso la candidatura a sindaco nel centrosinistra sambenedettese. Nella serata di martedì infatti il deputato del M5S ha ottenuto l’investitura da parte del Partito Democratico, che, con 19 voti favorevoli, ha deciso di candidare Fede come sindaco: la proposta sarà ora portata al tavolo interpartitico della coalizione, dove difficilmente troverà ostacoli. Ma il Partito Democratico ha riproposto a San Benedetto la stessa lacerante frattura che è costata la presidenza della provincia a Sergio Loggi: infatti la minoranza, contraria alla candidatura di Fede o comunque al percorso intrapreso. Gli oppositori avevano presentato una mozione con la quale chiedevano prioritariamente l’allargamento della coalizione alle forse di centro e di sinistra, ma la maggioranza ha ritenuto troppo stringenti i tempi reclamati, pur dando mandato al segretario comunale Giobbi di procedere in questo senso ovviamente con l’appoggio di Fede (ma la coalizione non vuole abbracciare gli ex amministratori della maggioranza Spazzafumo).
Fede intanto ha depositato la proposta di legge per far diventare San Benedetto co-capoluogo di provincia insieme ad Ascoli. Contenuto e testo saranno divulgati a breve, dopo lo stop delle attività parlamentari connesse col voto del referendum costituzionale.
Dunque lo scenario è questo: Fede candidato di Pd, Avs, Partito Socialista, M5S ovviamente, Rifondazione Comunista, Dipende da noi, Progetto Marche Vive. Difficile l’apertura con San Benedetto Partecipa! (Luciana Barlocci non fa parte del gruppo e forse lo stesso Daniele Primavera non si candiderà, anche se Fede ha espresso la volontà di coinvolgerli), mentre al centro senza la pattuglia superstite di Spazzafumo, il Centro Civico Popolare e Nicola Mozzoni (che anzi dialogherebbe ancora col centrodestra), l’unico approdo potrebbero essere i calendiani di Alessandro Bollettini.
E la minoranza Pd? Difficile pensare a una ricucitura. Si va dall’ipotesi che comunque ci siano esponenti della minoranza che si candidino all’interno del Pd a quella in cui nessuno di loro sarà candidato consigliere, lasciando il simbolo e la rappresentanza consiliare del prossimo mandato integralmente alla maggioranza. Ma non si esclude che, memori dell’esperienza del 2021, la divergenza diventi tale che ci sarà un altro candidato appoggiato dalla minoranza in alternativa a Giorgio Fede.

Maria Elisa D’Andrea
Intanto, mentre parti del centro guardano all’evoluzione del centrodestra (nomi e gruppi prima citati) chi non è attratta dalle sirene dei conservatori è il notaio Maria Elisa D’Andrea, dirigente Samb e Fondazione Sambenedettese nonché moglie del presidente Samb Vittorio Massi. Da quelle parti anzi si guarda alle prossime elezioni come una sfida finale contro le mire di egemonia politica in Riviera del sindaco di Ascoli Marco Fioravanti. Che il comune avversario possa portare a una convergenza tra D’Andrea e parti del centrosinistra o del centro non è probabile, perché D’Andrea punta a presentare delle liste del tutto autonome per caratterizzarsi in rottura con gli altri schieramenti.
T.R.
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