Elly Schlein carica Giorgio Fede: «Vincere per cambiare la vita alle persone»

SAN BENEDETTO - La segretaria nazionale accolta da un folto pubblico al quartiere Agraria, sprona la coalizione specie sui temi del lavoro, servizi pubblici e sanità
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Marco Giobbi, Elly Schlein e Giorgio Fede alla Festa del Primo Maggio all’Agraria

C’erano tutti: quelli della maggioranza del Pd e dell’opposizione, quelli del Movimento Cinque Stelle e di Alleanza Verdi Sinistra e delle liste di appoggio. C’era l’europarlamentare Matteo Ricci, ex candidato alla presidenza della Regione Marche, la segretaria regionale Chantal Bomprezzi, il segretario provinciale Francesco Ameli, il deputato Augusto Curti e la quasi totalità dei militanti del Pd che in Elly Schlein e nella coalizione del cosiddetto “campo largo” sperano per tornare al governo nazionale.

Elly Schlein è arrivata a San Benedetto, in Piazza Pertini all’Agraria, conosciuta come “piazzetta rossa”, luogo simbolo della sinistra cittadina e anche per questo conteso, in quanto, da una decina d’anni, quella che un tempo era una roccaforte del Pci è stata contesa da M5S e poi dal centrodestra.

Sul palco, davanti a una folla che di questi tempi è difficile da osservare per un comizio politico, oltre alla Schlein anche il segretario Giobbi e ovviamente Giorgio Fede. Quest’ultimo ha sventolato la Costituzione Italiana come base e guida della coalizione, dando una stoccata al centrodestra in una campagna elettorale che da tutte le parti in causa, fino ad ora, è estremamente signorile, forse fin troppo: «Noi abbiamo un programma discusso con tutte le forze in campo, dettagliato, dall’altra parte hanno un foglio di quattro pagine con la prima occupata da una immagine».

Aggiunge Giobbi: «Facciamo campagna elettorale con le nostre forze, non abbiamo i fondi che vedete per gli altri, e proprio per questo il nostro impegno personale sarà massimo».

Il segretario del Partito democratico Elly Schlein ha dichiarato: «È un grande piacere essere qui per sostenere Giorgio e tutta la coalizione” ha esordito la leader democratica, descrivendo l’alleanza come un gruppo unito e plurale che punta a un obiettivo preciso: migliorare la vita dei residenti. Esprimendo piena fiducia in Fede e augurando buon lavoro ai candidati consiglieri della lista Pd, Schlein ha messo l’accento sulla necessità di potenziare i servizi, la mobilità sostenibile e la cura delle persone.

Secondo il segretario, le politiche del governo di destra sulla sanità stanno pesando molto: «Hanno tagliato i fondi e questo si vede. Quando mancano medici e infermieri le attese diventano infinite, così chi ha i soldi va nel privato e chi non ne ha smette di curarsi. Per i progressisti, invece, sanità, scuola e asili restano priorità assolute, insieme a un trasporto pubblico locale che oggi vede i comuni in forte difficoltà a causa dei tagli centrali. L’impegno promesso è quello di portare risultati tangibili per la quotidianità di tutti».

Sul piano politico, Schlein ha rivendicato il lavoro quotidiano per l’unità: «Non facciamo coalizioni contro qualcuno, ma per realizzare idee chiare». Schlein ha poi citato gli esempi delle amministrazioni dove il centrosinistra governa già, ricordando l’aumento dei posti negli asili nido, la gratuità per le famiglie meno abbienti e il miglioramento dei trasporti. «Non sono concetti astratti, sono fatti che cambiano la vita e rappresentano la nostra migliore garanzia» ha ribadito, rinnovando il sostegno a Giorgio Fede e a tutta la squadra.

Infine, lo sguardo si è allargato alla politica nazionale e al mondo del lavoro. Schlein ha promesso un cambio di passo immediato con l’approvazione del salario minimo, citando i 4 milioni di lavoratori poveri in Italia: «Avremo il coraggio che è mancato a Giorgia Meloni. Sotto i 24 anni quasi tutti i giovani sono precari e spesso costretti a lasciare il nostro Paese». L’obiettivo dichiarato è seguire il modello spagnolo, siglando patti con imprese e sindacati per ridurre i contratti precari che oggi colpiscono la maggior parte degli under 24: «Non possiamo condannare una generazione, perché questo blocca la crescita di tutto il paese».



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