Un giugno da piena estate, ma con numeri che raccontano un’anomalia ormai sempre più evidente. Anche la provincia di Ascoli Piceno chiude il mese di giugno facendo i conti con temperature elevate e precipitazioni ridotte, in linea con il quadro regionale tracciato dal report climatico dell’AMAP.

 

Nelle Marche il mese appena trascorso è stato il quarto giugno più caldo dal 1961: la temperatura media regionale ha raggiunto i 23,8 gradi, con un’anomalia di +2,7 gradi rispetto alla media climatica 1991-2020. Un segnale che si inserisce in una lunga fase caratterizzata da estati sempre più calde: per il sesto anno consecutivo giugno ha fatto registrare valori superiori alla media storica.

 

A caccia di refrigerio

Un quadro che interessa direttamente il Piceno, dove il caldo intenso ha accompagnato l’avvio della stagione balneare e ha aumentato la richiesta di acqua per usi domestici, agricoli e turistici. Il territorio, dalle aree costiere alle zone collinari e montane, ha vissuto giornate con temperature elevate proprio nel periodo di maggiore presenza di visitatori lungo la Riviera delle Palme.

 

A preoccupare è soprattutto il capitolo delle piogge. A giugno le precipitazioni medie regionali si sono fermate a 28 millimetri, il 54% in meno rispetto alla norma, facendo registrare l’ottava peggior prestazione dal 1961. È il terzo giugno consecutivo più secco della media storica.

 

Per il Piceno il dato riaccende l’attenzione sulla disponibilità della risorsa idrica, con possibili ripercussioni sulle colture e sulla gestione dei terreni agricoli. Nonostante il bilancio dei primi sei mesi dell’anno resti vicino alla media regionale, con appena un -2% rispetto al periodo di riferimento, gli ultimi mesi hanno mostrato un progressivo peggioramento delle condizioni.

 

Il 2026 si conferma così un anno caldo: il periodo gennaio-giugno è il terzo semestre iniziale più caldo dal 1961, mentre negli ultimi dodici mesi le temperature sono rimaste costantemente sopra la media.

 

Per Ascoli e il suo territorio il tema climatico torna quindi centrale: estate, turismo e agricoltura si trovano a convivere con condizioni meteorologiche che sembrano ormai sempre più lontane dagli standard del passato.

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