La spiaggia di San Benedetto

A cura della redazione — Servizio economia e territorio

Sapere che ci sarà una gara non è sufficiente. La domanda rilevante è un’altra: su quali elementi quella gara verrà decisa? E cosa bisogna fare, concretamente, per arrivarci preparati? Lo abbiamo chiesto all’ing. Fabio Tedeschi, che segue il tema da anni con TEP.

D: Su quali criteri viene valutata una proposta nelle gare per le concessioni demaniali?

R: Non basta offrire il canone più alto. Le procedure sono strutturate su criteri plurimi: la qualità del progetto gestionale, la capacità di valorizzare l’area, gli impegni sul fronte occupazionale, l’accessibilità del servizio, l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Vince chi presenta la proposta migliore nel complesso, non chi offre di più economicamente. Questo richiede una preparazione molto diversa rispetto al passato.

D: Cosa è il Piano Economico-Finanziario e che ruolo ha?

R: Il PEF è uno degli strumenti centrali di queste procedure. Illustra la sostenibilità economica del progetto proposto e, nella normativa vigente, entra direttamente nel calcolo della durata della concessione: una durata compresa tra cinque e venti anni, modulata in funzione degli investimenti programmati. Non è un adempimento burocratico: è uno degli elementi su cui si decide chi vince e per quanto. Chi arriva alla gara senza averlo impostato in modo serio parte già svantaggiato.

D: Chi ha già investito negli anni su un’area demaniale ha qualche tutela?

R: Sì, la normativa non ignora il concessionario uscente. L’art. 49 del Codice della Navigazione prevede un meccanismo di indennizzo per gli investimenti non ancora ammortizzati al momento del subentro. Prevede anche che le opere non amovibili vengano considerate nel passaggio di consegne. Ma queste tutele non scattano automaticamente: per farle valere serve documentazione precisa — registro degli investimenti, date, importi, quota già ammortizzata. Chi non ce l’ha in ordine rischia di non potersi avvalere delle protezioni che la legge già prevede. È una delle prime cose che verifichiamo quando un cliente si rivolge a TEP.

D: Molto si parla del cosiddetto bando tipo. Conviene aspettarlo prima di muoversi?

R: Il bando tipo è uno schema di riferimento nazionale che dovrebbe aiutare i Comuni a costruire le procedure in modo omogeneo. È uno strumento utile, ma aspettarlo come condizione per iniziare a prepararsi è uno degli errori più comuni e più costosi. Le procedure a livello locale stanno avanzando su ritmi propri. Chi si trova a ricevere un bando senza aver già impostato il PEF, senza aver ricostruito la documentazione sugli investimenti, difficilmente potrà costruire una proposta competitiva nei tempi che la procedura impone.

D: Oltre alla gara, quali altri aspetti deve presidiare un titolare di concessione?

R: La gara è la sfida amministrativa, ma c’è anche quella operativa quotidiana. Uno stabilimento balneare deve essere in regola sul fronte della sicurezza, dell’antincendio, della gestione delle emergenze. Stone si occupa proprio di questo — sicurezza negli stabilimenti. DEMA interviene sull’antincendio e sulla dotazione di defibrillatori. Nel Gruppo Mooders abbiamo voluto che queste competenze dialogassero tra loro, perché un operatore del demanio non affronta mai un problema alla volta.

 

Fabio Tedeschi è founder di TEDESCHI & Partners Srl (TEP) e di Geos, e direttore tecnico di Stone Spa. Tutte e tre le società fanno parte del Gruppo Mooders.

 

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