
Immagini di repertorio
Va bene che i ragazzi aggrediscano l’estate in serate e feste che spopolano sulla riviera picena. Va un po’ meno bene che il loro legittimo divertimento, per gli eccessi di alcuni – che non sono certo la maggioranza – richieda un enorme dispiegamento di forze di polizia e operatori sanitari.
Eccessi che, tra abuso di alcol e perdita di controllo, finiscono per richiedere un massiccio impiego di forze dell’ordine e personale sanitario.
Secondo quanto emerso dagli organismi impegnati nella gestione della sicurezza sul territorio, il momento più delicato coincide con l’uscita dalle discoteche, generalmente tra le 3 del mattino e l’alba. È in questa fascia oraria che si concentra la maggior parte degli interventi lungo il tratto di lungomare dove sorgono alcuni dei locali più frequentati della Riviera. Parliamo di meno di 1 chilometro di lngomare sambenedettese.
Per prevenire episodi di violenza, risse o situazioni potenzialmente pericolose, la Prefettura ha predisposto un servizio straordinario di prevenzione e controllo che vede impegnata una squadra interforze composta da circa 15 operatori tra Polizia di Stato e Carabinieri, con il supporto della Polizia Locale, e la presenza costante di un dirigente o di un funzionario responsabile. Un dispositivo che viene attivato per tutta la stagione estiva nei weekend.
Anche nella notte appena trascorsa, domenica 26 lglio, poliziotti e carabinieri hanno monitorato costantemente la situazione, intervenendo nei casi in cui i toni si alzavano o si profilavano comportamenti a rischio. Alla base di molte situazioni critiche c’è l’abuso di alcolici, talvolta associato all’assunzione di altre sostanze, fattori che possono alterare la percezione del pericolo e favorire reazioni incontrollate.
Non meno preoccupante è il numero dei malori legati alle cosiddette “sbronze”. Le richieste di soccorso continuano a essere numerose e coinvolgono spesso giovanissimi, talvolta anche minorenni, ma non mancano persone adulte. Un fenomeno che interessa indistintamente ragazzi e ragazze provenienti sia dalla Riviera che dall’entroterra.
Bere fino a stare male non è un gioco. Le conseguenze possono essere serie e, nei casi più gravi, mettere a rischio la salute. Molti dei giovani soccorsi finiscono per trascorrere la notte tra ambulanza e pronto soccorso, mentre altri vengono affidati ai genitori, costretti ad accorrere nel cuore della notte per recuperare figli in difficoltà.
I numeri raccontano una realtà che merita una riflessione. In media si registrano tra sei e sette interventi di ambulanza ogni notte nei weekend. Ma anche a inizio settimana, a San Benedetto, sono state tantissime le chiamate al 118.
Mezzi e operatori che, inevitabilmente, vengono impegnati per situazioni spesso evitabili e che potrebbero essere necessari per affrontare emergenze sanitarie ben più gravi.
Se a questo si aggiunge il consistente dispiegamento di uomini e donne delle forze dell’ordine, emerge con chiarezza la dimensione del fenomeno. Un impegno importante sostenuto per garantire la sicurezza di tutti, residenti, turisti e degli stessi ragazzi che scelgono la Riviera per trascorrere le proprie serate.
L’invito, dunque, non è a rinunciare al divertimento, ma a viverlo con consapevolezza. Una notte estiva dovrebbe lasciare il ricordo di una bella esperienza, non quello di una corsa in ospedale o dell’arrivo di un’ambulanza. Imparare a divertirsi senza eccessi significa rispettare sé stessi, gli amici e il lavoro di chi, ogni fine settimana, è chiamato a vegliare sulla sicurezza di un intero territorio.














