Una vera e propria opera d’arte il disegno del ponte realizzato la scorsa notte dai ragazzi del sestiere di Porta Maggiore. L’opera ha visto il coinvolgimento di numerosi sestieranti, grandi e piccini, che fino alle prime luci dell’alba hanno dato vita al disegno seguendo il bozzetto dell’artista ascolano Stefano Marozzi, conosciuto da tutti come “Saffo“.

Il ponte disegnato

 

«La vita è strana – racconta Marozzi -. A  gennaio quando ho compiuto 50 anni, dissi a mia moglie Chiara: “Mi farebbe piacere rifare il ponte con Emidio (mio figlio), stare insieme, goderci il finale e fargli vedere quello che il padre ha disegnato per vent’anni”. Poi la chiamata del sestiere. Credo di essere il più longevo dei “Madonnari Ascolani”, avendo realizzato il ponte dal 1995 al 2015: quando ho iniziato avevo 19 anni, oggi ne ho 50. La fatica di sente, ma ne è valsa la pena».

 

«È stata un’esperienza bellissima – continua –. Ho gestito tutto con calma, pianificando ogni fase. È stata una delle soddisfazioni più grandi. La cosa più bella ed emozionante è stato poter disegnare il ponte insieme a mio figlio Emidio. Quando smisi di dipingere era piccolo. Oggi abbiamo condiviso questa grande esperienza. E poi anche la tranquillità con cui siamo riusciti a gestire i bambini e l’entusiasmo delle numerose persone presenti hanno reso tutto ancora più bello. Ho cercato di mettere dentro al disegno tante nuoce idee nuove: le gocce che rappresentano la fatica e il sudore di tutti i sestieranti, la Madonna delle Grazie come una sorta di invocazione, affinché possa fare una grazia al nostro sestiere, le stelle, ispirate a quelle venute alla luce tre anni fa con la ristrutturazione della cripta di Sant’Emidio e presenti nelle volte che omaggiano il nostro patrono. Infine la scritta in latino, che celebra la vittoria conquistata quest’anno dal gruppo sbandieratori e musici. Immancabile lo stemma del sestiere e il simbolo dell’infinito, scelto per rappresentare l’amore per Ascoli e allo stesso tempo, richiamare la Quintana con le tavolette rosse».

 

Infine, i ringraziamenti.

 

Stefano Marozzi

«Un ringraziamento speciale al caposestiere Gino Petronio, oltre alle centinaia di volontari e ai tantissimi bambini e alle loro famiglie, che, pennello alla mano, hanno contribuito a colorare ogni metro dei 658 metri quadrati del ponte, rendendo ancora una volta questa tradizione uno dei momenti più sentiti e partecipati della Quintana – precisa -. Oltre a me, alla realizzazione dell’opera hanno collaborato: Ludovico Bartolozzi, Valerio Carluccio, Valerio Fabbiani, Francesco Brozzi, Claudio Cappotti, Andrea Quercia, Raffaella Quercia, Stefano Salvi, Luigi Angelini e Andrea Pepe».

 

Infine, Stefano Marozzi ha voluto rivolgere un pensiero anche agli altri sestieri.

 

«Faccio i complimenti a tutti gli altri sestieri, il livello delle opere si è alzato tantissimo, insieme alla qualità e all’originalità nella pittura».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA