È la leggenda della Sibilla Appenninica il filo conduttore del disegno realizzato dai ragazzi di Porta Solestá sul ponte romano simbolo del sestiere. Numerosi i sestieranti gialloblù, piccoli e grandi, che hanno contribuito alla sua realizzazione, seguendo il bozzetto di Alessandro Forgione detto “Arko” fino alle prime luci dell’alba.

Il disegno
Si tratta di un’opera che unisce mito, tradizione e identità cittadina in un’unica rappresentazione simbolica.
«Ci siamo ispirati alla leggenda della Sibilla Appenninica, una delle figure più misteriose e affascinanti delle antiche leggende del territorio ascolano – spiega Alessandro Forgione -. Il disegno acquista un significato ancora più profondo, in quanto essendo stata realizzata proprio nella notte tra il venerdì e il sabato, il momento in cui, secondo il mito, la Sibilla usciva dalla sua grotta tra i monti, trasformando in demoni e serpenti coloro che tentavano di seguirla nel suo regno incantato».
«Al centro domina la figura della Sibilla, avvolta in un mantello notturno decorato con stelle che rappresentano i palii conquistati nel corso degli anni dal gruppo degli sbandieratori e musici – continua-. Dal basso emerge la sagoma di un cavaliere che, spinto dal desiderio di gloria e fortuna, intraprende il cammino verso la grotta della profetessa. La leggenda narra che egli venga trasformato dalla Sibilla in un grande serpente blu, attraversato da trentanove striature dorate, ciascuna delle quali simboleggia una vittoria conquistata dal sestiere del sole. Guidato dalle mani della Sibilla, il serpente si innalza verso l’alto in un percorso che rappresenta l’ambizione, la determinazione e la continua ricerca del successo. La sua meta è la mela dorata, simbolo della vittoria e del traguardo più ambito, sospesa sopra la scena come premio finale. La mela nasce dai rami di travertino bianco, richiamo alla pietra che caratterizza la città di Ascoli, e si sviluppa tra foglie dai colori giallo e rosso, omaggio alle tinte distintive del comune».
L’opera fonde storia, leggenda e identità cittadina, trasformando il mito della Sibilla in una rappresentazione del desiderio di conquista e del profondo legame con la tradizione della Quintana.
«La scelta di realizzare il ponte proprio nella notte tra il venerdì e il sabato non è stata quindi casuale- conclude Forgione – essa rievoca il momento più emblematico della leggenda, rendendo l’opera non soltanto una raffigurazione del mito, ma anche una sua simbolica celebrazione».















